Dopo un album decisamente piacevole e ben fatto come il nuovo dei Savior From Anger avevo la necessità di levarmi dalla testa alcune curiosità. Ecco il risultato.

Ciao Marco, facciamo il punto della situazione del gruppo?
Sono passati due anni dal precedente lavoro No Way Out, ma la mia band è in prevalenza composta ancora da musicisti session dei quali mi avvalgo sia in studio che dal vivo. Nel corso di questi anni, a parte me che sono il fondatore del progetto Savior from Anger, si sono avvicendati vari musicisti, la line up attuale della band
è composta da me alla chitarra, da Alessandro Granato alla voce, da Lino De Martino al basso, da Antonio Rignanese alla seconda chitarra e da Michele Coppola alla batteria.

Parliamo della gestazione del nuovo album,com’è nato quali sono state le gioie e i dolori nel realizzarlo?
Ho iniziato a comporre i nuovi brani nel 2008, anche se avevo già qualche pezzo composto qualche anno prima come Puncture of Submission e Double Shot. Durante le
registrazioni ci siamo molto divertiti, magari si potesse registrare un disco ogni anno! E’ un atmosfera rilassante, vivi come se fossi in un reality, chiuso in quattro mura per più di un mese, con le stesse persone e a fare sempre le stesse cose, con l’unica differenza che senti una tua creatura che prende forma giorno dopo giorno, e la soddisfazione è tanta. Purtroppo oggi per autoprodursi un master bisogna fare un grande investimento economico, questo è stato l’unico dolore.

Seguo da tantissimo le tue evoluzioni musicali e trovo questo nuovo lavoro molto più maturo e ragionato dei precedenti. Che mi dici al riguardo?
Ti ringrazio per gli apprezzamenti, ho continuato a farmi guidare dal mio amore per la musica e la forte passione che mi lega allo US Power, ho fatto tutto con molta spontaneità, i nuovi brani sono venuti fuori così per caso, senza particolari costruzioni o ragionamenti.

Parliamo un pochino dei testi… su cosa vertono?
Oriento le tematiche dei miei testi sul sociale prevalentemente, su ciò che vive l’uomo d’oggi, continuamente messo alla prova da molti problemi che ne hanno snaturato i comportamenti. Viviamo in un epoca troppo caotica, senza valori, tutto ciò prima o poi ci porterà ad impazzire davvero.

I tuoi idoli musicali sono ormai noti e vertono principalmente in un power di chiara matrice americana, ma posso affermare che ormai hai infarcito la tua musica di
più personalità e meno dipendenza dai tuoi riferimenti.

Ti ringrazio tantissimo, è un grosso complimento. Trovo sia importante l’ispirazione, ma lo è anche il riuscire a dire qualcosa di proprio. Quando prendo la chitarra e compongo, conservo sempre la stessa emozione di come quando ero ragazzino e compravo i dischi dei miei idoli, suonare mi diverte, comporre ancora
di più, questa è la mia personalità, credo la dipendenza, anche minima, dai tuoi idoli sia inevitabile, ormai appartengono al tuo backgroud artistico, e prima o poi
escono fuori.

Molte volte ci siamo confrontati sulla difficoltà di suonare dal vivo in Italia. La situazione è cambiata o sta cambiando?
La situazione stà peggiorando purtroppo, lo dico senza troppi peli sulla lingua, si suona sempre di meno rispetto al passato, e per portare avanti una grande passione come la musica, significa fare tanti sacrifici; solo i gruppi che si autofinanziano su tutto possono andare avanti, ormai nessuno ti supporta più, su niente. Il music bisiness è diventato un circo.

Ipotizziamo tu possa organizzare un festival e abbia la possibiltà di farci suonare qualche grosso nome. Chi sceglieresti e perchè?
Ovviamente farei suonare i miei idoli, Vicious Rumors, Metal Church, e Riot, magari riproporrei lo Ultimate Power Forces 10 anni dopo.

I metallari si chiamano tra di loro fratelli e sorelle, ma è così nella realtà (anche solo musicalmente parlando)?
Assolutamente no, almeno in Italia, è un mondo di ipocrisia, di invidia, falsità; ci scanniamo l’un l’altro senza rispetto, e anche le persone corrette per sopravvivere sono costrette a diventare disoneste, perchè ad un certo punto si stancano di tante ingiustizie.

Dovessi descrivere la tua musica, quali sono gli aggettivi che sceglieresti e perchè?
Veloce, potente e melodica perchè credo siano le tre caratteristiche vincenti per un buon disco.

Descrivi a parole tue questi tre generi musicali: Rock, Hard Rock, Heavy Metal.
Sotto certi aspetti possono essere anche la stessa cosa, il rock è stato l’origine, con l’Hard Rock si è avuto un perfezionamento, un evoluzione del Rock, con l’Heavy metal si è aggiunta la rabbia e la potenza, un desiderio di protesta, una musica che desse carica.

Una curiosità. Ormai il gruppo è ben definito, ma come mai il sito internet rimane a te associato invece che al nome del gruppo?
Savior from Anger è un mio progetto, ho preferito adottare un dominio con il mio nome per poter inglobare nel sito anche la mia discografia passata con gli altri progetti che ho avuto.

Bene Marco hai uno spazio tutto tuo: dì quello che vuoi. Intanto grazie mille per la piacevolissima chiaccherata.
E’ stato un vero piacere rispondere alle tue domande, saluto i lettori e invito tutti sul mio Sito www.marcoruggiero.com ad ascoltare i brani del nuovo album
e magari anche a comprarlo. Alla prossioma intervista.

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