Uno degli album più importanti del filone estremo del metal.
Provenienti dal lontano Brasile il quartetto che va sotto il nome Sarcofago ha gettato le basi del Black Metal (parallelamente in Europa stavano facendo lo stesso bands quali Venom, Bathory, etc…).
Quest’album ebbe infatti un fortissimo impatto su tutto ciò che noi altri ai nostri giorni chiamiamo “metal estremo” essendo infatti un capolavoro di black/thrash metal in pieno stile ottantiano.
“INRI” è una bomba pronta ad esplodere ad ogni ascolto, un concentrato di malvagità ed odio che trasuda da ogni sporco, caotico ed apocalittico riff; un album privo di melodia, di interludi di tastiera e tanto meno di intro e/o outro.
Sorprendente è l’uso della voce: in grado di passare da un brutale growl gutturale ad un potente screaming più prettamente black metal.
Incredibilmente potenti sono i riff di chitarra di scuola thrash tedesca anni ottanta (a la Sodom e Kreator per intenderci) che scuotono le orecchie dell’ascoltatore canzone dopo canzone.

Seppure coinvolgente e malvagio al punto giusto, “INRI” pecca tantissimo in fase di produzione, per non parlare della pronuncia decisamente ridicola di Antichrist, il quale viene da pensare non conoscesse una parola di inglese all’epoca delle registrazioni…sembra infatti che i Sarcofago a loro tempo si fossero limitati a tradurre parola per parola dal portoghese all’inglese…ma va bene così!
Che dire…un must per ogni amante dei vecchi Bathory, Beherit, Sodom, Blasphemy e Possessed…

P.S.: avete idea di quale sia il presente che il curioso ed imprevedibile destino ha riservato allo screamer Wagner “Antichrist” Lamounier?…bè che ci crediate o no è attualmente un professore di scienze economiche ed insegna all’UNAMG di Belo Horizonte!

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