Le stranezze capitano a tutti, e così pure in casa Samael. Li avevamo lasciati in stato di fermo dopo Eternal, disco ispirato dallo spazio e dall’ignoto, per poi rispuntare con un tour lo scorso inverno (presentando un dvd molto carino) e con un album in questo periodo. Scissa la parte storica da quella musicale, parliamo del nuovo disco. La band di Xy e Vorph negli anni si è sempre contraddistinta per l’evoluzione, e così anche questo Reign Of Light non è da meno dei precedenti. Prendete Eternal, le sue basi elettroniche, spostandole più verso un suono industrial, prendete le chitarre fluide di Ceremony Of Opposites, shakerate per bene, e avrete ottenuto la nuova creatura di casa.
Tutto questo non per denigrare, ma perlomeno per renderne l’idea di cosa aspettarvi. L’inizio è lasciato a Moongate, eccellente episodio per capire cosa ci propone il combo svizzero oggi. I suoni elettronici, come già spiegato, virano verso un suono più industrial, si amalgamano con delle chitarre fluide e incisive. Ciò che salta piu all’orecchio sono le voci, piu aggressive che negli ultimi lavori e i sottofondi orientali(!) di cui è permeato l’album. Gia, perchè invece che parlare di spazi siderali, si sono concentrati su una visione del mondo da un punto di vista “orientaleggiante” decisamente curioso. Il resto dell’album scorre piu o meno nella stessa direzione, e questa, ahimè, è la sua pecca.
Gli undici pezzi si ascoltano bene, sono buoni, ma tutti simili. Finito l’ascolto complessivo non ci sarà nessuna canzone precisa che vi si stamperà in testa, forse la gia citata opener Moongate, oppure On Earth, in quanto il suo testo è quasi una decantazione di nomi di città del mondo (decisamente strano anche questo). Qualche episodio di creatività in salita lo troviamo su Oriental Dawn, con il suo incedere tastieristico che ricorda molto il capolavoro Ceremony Of Opposites, rivisitato in chiave moderna. Chiude l’album Door Of Celestial Peace, quasi a voler dichiarare un ritrovato equilibrio della band, risorta dalle ceneri, ma dal destino incerto.

Gli attributi per un bell’album ci sono, ma con qualche problemuccio quale l’eccessiva ripetitività del lavoro, che sarà pecca per qualcuno (sottoscritto) o una prova di coerenza per chi ha gia osannato le precedenti prove “elettroniche”. Da ascoltare prima di comprare.

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