In occasione dell’uscita del nuovissimo “The Bloodshed Summoning”, abbiamo avuto il piacere di intervistare il simpatico e disponibilissimo frontman dei Sacred Steel, Gerrit Mutz, che ci ha parlato della sua grande passione: l’heavy metal!

Ciao Gerrit, bentornato su heavy-metal.it! Come vanno le cose là?
Ciao Fabio, qui è Gerrit. Al momento sembra un periodo promettente per la band!
Le recensioni che abbiamo ottenuto finora sono davvero buone, almeno la maggior parte, e l’etichetta sembra soddisfatta delle vendite.
Alla fine speriamo, sia noi della band che Enrico (della Cruz Del Sur Music Records, ndPerf), di essere contenti dei risultati ottenuti in modo da poter continuare con la nostra collaborazione.

Rispetto al precedente “Carnage Victory” il nuovo album suona molto più diretto e aggressivo, quasi thrash. Come mai avete deciso di muovervi in questa direzione?
Di sicuro non è stata una decisione voluta a priori, del tipo incontrarci per decidere che direzione dovesse avere il disco. I nostri songwriter hanno solo raccolto e preparato queste idee in sala prove e definito le canzoni. Questa volta le idee sono venute fuori in maniera più diretta e thrashy, il che può avere a che fare col fatto che Jonas (Khalil – chitarra, ndPerf), il nostro compositore principale, sente molto death metal e Jens (Sonnenberg – chitarra, ndPerf), l’altro nostro compositore, ascolta molto thrash.
Ma non è una novità. Le loro influenze non sono cambiate drasticamente lungo gli anni quindi credo sia soltanto una pura coincidenza e una questione di feeling. Potrebbe essere che il prossimo disco suoni totalmente differente. Non posso dirlo ora. Ma finché noi cinque nella band apprezzeremo le canzoni, lente o veloci che siano, le useremo e le pubblicheremo.

Anche il tuo modo di cantare è decisamente più aggressivo e meno interpretativo, sei d’accordo?
È più aggressivo. È così perché mi sono reso conto dopo mooooolti anni, che il mio cantato su toni alti non è il mio punto di forza. Già, ci sono voluti molti anni per capirlo, ahah! Specialmente dal vivo le note alte mi mettono a dura prova. Il cantato più profondo non è che sia meno impegnativo ma è comunque più potente. Credo che i nuovi brani abbiano più cantati bassi in generale. Ma anche in questo caso non è stata una cosa premeditata al 100%. Dipende dal materiale composto e dalle linee vocali che meglio si adattano al pezzo.

La copertina è diversa dal solito, più fumettosa. Come mai questa scelta?
Perché noi tutti amiamo lo stile dei fumetti! Il metal è un gran modo di dire la verità puntando il dito su alcune cose. È anche divertente esagerare, essere sarcastici, blasfemi, arrivando al dunque. I fumetti fanno la stessa cosa. A volte mostrano disegni che sono metà reali, metà fanstasy, a volte totali cazzate e a volte critici nei confronti della società o dei problemi politici. I fumetti hanno una totale libertà artistica, così come il metal. Quindi combinare le due cose funziona.

Come siete entrati in contatto con l’italiana Cruz del Sur, la vostra nuova etichetta?
Non lo so davvero perché è qualcosa di cui si occupa totalmente il nostro manager e batterista Matze. Ci ha semplicemente detto che era in contatto con Enrico e che Enrico aveva interesse nella nostra musica e voleva proporci un contratto. Beh, il contratto era onesto, non del tipo “fotti la band e tieni tutti i soldi per la casa discografica”, quindi l’abbiamo firmato. E per ora siamo molto contenti del supporto che ci hanno dato.

Farete un video-clip per uno dei brani dell’album? Secondo te quali sono i pezzi migliori del disco?
Abbiamo discusso di fare forse un altro “no-budget” video, probabilmente non così comico come quello fatto per Maniacs Of Speed perché molti metallari là fuori non hanno un gran senso dell’umorismo per capire certe cose. Vedremo che canzone potremmo usare. Forse un brano breve come Storm Of Fire 1916. Potremmo magari usare qualche estratto in bianco e nero da documentari della prima guerra mondiale, se possibile.
I migliori brani? Mmh…non è facile. I miei preferiti ora sono la title-track, Journey Into Purgatory e Under The Banner Of Blasphemy ma la cosa potrebbe cambiare ogni giorno. Non c’è nessun brano dell’album che non amiamo altrimenti non l’avemmo registrato. Sono sicuro che ognuno nella band ha i suoi preferiti. Ed è giusto così.

Come mai avete registrato una cover dei Misfits?
Credo che ogni band ami suonare delle cover. È divertente! Puoi suonare quello che è già ben testato e rodato quando non hai più tue idee, ahah! È sempre divertente suonare della cover dal vivo, specie se il pubblico conosce il pezzo e lo ama! Abbiamo suonato molte volte la canzone dei Misfits ed è sempre stata esplosiva!
Matze ha sempre voluto fare qualcosa dei Misfits perché ha sempre saputo che avrebbe funzionato. Noi eravamo un po’ scettici, anche se abbiamo sempre apprezzato le registrazioni con Michale Graves alla voce. In definitiva abbiamo voluto fare un favore a Matze ma devo dire che alla fine siamo stati tutti positivamente sorpresi di come funzionasse bene il pezzo.

Ho visto che avete già fatto qualche concerto. Quali tra i nuovi brani suonate dal vivo?
Abbiamo suonato cinque pezzi nei precedenti show: Storm Of Fire 1916, No God / No Religion, When The Siren Calls, The Bloodshed Summoning e The Darkness Of Angels.
Sono venuti fuori bene e apprezzati dal pubblico, ed è stato divertente suonarli, quindi credo che li terremo per un po’ nella setlist. Spero che presto riusciremo anche a proporre Under The Banner Of Blasphemy. È un pezzo breve e mi piacerebbe suonare questa mazzata!

Ho visto che siete già confermati in alcuni festival. Credi che riuscirete a inserire altre date?
Stiamo cercando di suonare nei festival, nei weekend, per quanto il nostro tempo e lavoro ci permettano. Sicuramente non riusciremo ad intraprendere un’intera tournée, non c’è modo. Non è possibile per una hobby band. Abbiamo la necessità di riempire i nostri frigoriferi e di pagare i nostri affitti, non possiamo permetterci per perdere soldi suonando in tour che ci costano denaro.
In ogni caso, tutto quello che potremo fare, lo faremo! Finché non ci perdiamo. Abbiamo speso tonnellate di soldi negli ultimi venti anni per tenere in piedi questa band e siamo arrivati a un punto in cui non siamo più disposti a investire se non c’è un rientro. Abbiamo tutti la necessità di pensare alle nostre famiglie, per prima cosa.

Questo è il vostro ottavo album: come siete cambiati nel corso degli anni, se lo siete?
Siamo più concentrati e fiduciosi su quello che stiamo facendo. Non siamo così incasinati come eravamo all’inizio. Sappiamo quello che possiamo fare e sappiamo quello che non possiamo o non dovremmo fare. È un processo di maturazione.
Quando si è insieme per così tanto tempo, ormai dal 1996, si deve imparare ad andare d’accordo l’un con l’altro, ad esempio accettando brutti scherzi e sapendo gestire le scoregge, quando è del tutto inopportuno (ROTFL, ndPerf). A parte questo, credo che abbiamo capito cosa sia il vero metal: significa non allontanarsi dal sentiero del metallo, rimanendo sé stessi senza ripetersi, diffondendo messaggi importanti ma mescolati con l’ironia e il divertimento. Suonare in una metal band è l’hobby più bello del mondo. A parte collezionare dischi.

Spesso i vostri testi sono ispirati a film horror. Chi è tra voi l’appassionato del genere?
Credo di essere il più grande nerd appassionato di horror nella band. In effetti non ricordo di aver parlato con gli altri ragazzi di film horror, quindi dovrebbe essere una cosa che riguarda solo me.
Ho guardato questi film dalla metà degli anni ’70 fino ad ora, e mi piacciono ancora. Tuttavia devo dire che i miei horror preferiti sono quelli vecchi in bianco e nero, dagli anni ’30 agli anni ’50. E tutti quelli della Hammer Film, così come quelli italiani degli anni ’70, come “Phenomena”.
Il mio attore preferito di tutti i tempi è Vincent Price. E le sue migliori interpretazioni sono state quelle ne “Il Grande Inquisitore”, “La Maschera Della Morte Rossa” e “Oscar Insanguinato”.

La vostra line-up è cambiata solo una volta nel corso della vostra storia, cosa piuttosto inusuale per una metal band. Sei ancora in contatto con gli ex membri dei Sacred Steel?
Si certo, non in modo regolare ma non c’è mai stato del cattivo sangue tra di noi. Siamo ancora amici. Di sicuro vedo più spesso Jörg (il nostro ex chitarrista) dato che suoniamo assieme nella mia doom band Dawn Of Winter. Dal 1992 se ricordo bene.

Secondo te come sta andando la scena metal? Ci sono sempre più band, poco tempo per ascoltarle e la maggior parte della gente scarica gli album.
Secondo me la scena non è mai stata così viva e diversificata di come è ora! Gli anni ’90 sono stati per lo più merda, se parliamo di metal di qualità. Non è uscita molta roba buona a parte gli Slough Feg, i Solstice, i Bal-Sagoth, gli Iced Earth, i Morgana Lefay e qualcosa di buono in ambito death e black. Il metal tradizionale era davvero morto. È per quello che abbiamo fondato i Sacred Steel: per mantenere vivo il metal con cui siamo cresciuti.
Oggi ci sono tutti questi festival come l’ Hammer Of Doom, il Doom Shall Rise, il Keep It True, lo Swordbrothers, il Rock Hard eccetera. Stiamo vivendo in un mondo di headbanging da favola!! E ogni sottogenere ha tonnellate di band che escono quotidianamente. Il metal non morirà mai. È davvero impossibile (hellyeah! \m/, ndPerf).
Non ho nessun problema con il download come non ho mai avuto alcun problema con lo scambio di cassette, all’epoca. Va bene per conoscere la musica. Non me ne frega un cazzo dei tizi che scaricano musica e basta senza comprare i dischi. Non sono dei veri metal fans. I veri metalhead supportano sempre le band comprando i loro dischi, quando possono. Sono sicuro di questo. Nessuno ha bisogno di questi metallari part-time che collezionano mp3.

Ho visto che ora siete anche voi su facebook, un vero shock per me!
Personalmente non sono su facebook e non intendo cambiare idea. Sono vecchio e non intendo diffondere materiale personale cosicché qualsiasi idiota possa conoscere tutto di me. Per quel che riguarda gli altri ragazzi della band su facebook, oggi come oggi, in termini di promozione è qualcosa che devi avere, quindi sono sicuro che facciano bene. Non mi occupo della nostra pagina facebook e quindi non mi interessa.

Grazie per l’intervista, chiudi pure come preferisci!
Grazie a te Fabio per il supporto! È davvero apprezzato!! Speriamo di poter tornare in Italia presto! L’ultima volta ci siamo spaccati e quei cuba libre a colazione erano deliziosi!!!

A nome dei Sacred Steel, Gerrit Mutz

Comments

A proposito dell'autore

Post correlati