Dovessi spendere un nome per questa estate concertistica non esiterei a fare quello degli svedesi Sabaton. Nome non nuovo, ma che solo negli ultimi due anni sta finalmente facendo parlare di sè e del suo sferragliante power epic tinto di mimetico! Di recente la band ha pubblicato il suo sesto album, “Coat Of Arms”, ed è stata fra i protagonisti indiscussi del nostrano Gods Of Metal. In attesa di goderceli per bene al Bang Your Head Festival di metà luglio, abbiamo contattato il bassista Pär Sundström per un excursus più approfondito su questa straordinaria band!

Ciao Pär…vuoi presentare la band al pubblico italiano?
I Sabaton esistono da oltre dieci anni e la cosa curiosa è che i membri della band sono gli stessi di allora; ci piace suonare assieme e in molti ci dicono che questa cosa si nota sopratutto quando siamo on stage. Suoniamo heavy metal…lo definirei una sorta di power metal caratterizzato da linee vocali più potenti rispetto alle solite powermetal bands.

Parliamo della nuova fatica “Coat Of Arms”; i testi sono ancora una volta a sfondo militaresco e se non erro, l’intero disco è un vero e proprio concept sul terzo Reich…
Il concept dell’album ruota in generale attorno agli eventi della seconda guerra mondiale, la band ha sempre affrontato tematiche di carattere storico, volevamo semplicemente approfondire questo argomento, tutto quì.

Ho notato che i vostri testi non si limitano a raccontare le operazioni militari, ma descrivono molto bene il contesto politico e sociale che le genera. E’ così? Da dove nasce il vostro interesse per la storia militare?
E’ una materia che mi affascina sin dai tempi della scuola, ma solo quando io e Joakim (il cantante, ndr) abbiamo iniziato a scrivere canzoni siamo riusciti ad approfondirla; non siamo granchè aggiornati sullo scenario politico attuale, preferiamo concentrarci sulle cause degli eventi e su ciò che scatena la follia di certe operazioni militari tristemente note.

“Coat Of Arms” è stato registrato negli studio denominati “il nido dell’Aquila”. Qual’è la storia dietro a una denominazione così controversa?
Durante le sessions Joakim era talmente concentrato sul songwriting che il nostro tecnico delle luci lo sbeffeggiava con frasi del tipo “Ecco, il Fuhrer che è tornato al suo posto a lavorare”, solo che chiamare quel posto “bunker” o “Berlin Studios” non rendeva bene l’idea…alla fine è stato proprio il ragazzo della crew a scegliere il nome!

Facciamo un passo indietro…cosa è accaduto a “Metalizer”, il vostro primo album registrato nel 2002 ma pubblicato solo nel 2007?
“Metalizer” fu registrato nel 2002 ed era già bello che pronto per uscire sotto un’etichetta italiana la quale, sfortunatamente, optò a un certo punto per farlo uscire più avanti. Ci stancammo presto della situazione e nel 2004 ci mettemmo al lavoro per “Primo Victoria”. Abbiamo pensato di pubblicare “Metalizer” soltanto qualche anno dopo come un regalo speciale per i fans…è per questo che oggi lo potete vedete nei negozi.

In passato avete ricevuto una nomination agli Swedish Music Awards e una vostra canzone, “Cliffs Of Gallipoli”, è entrata direttamente al n.1 in Germania. Cosa rende così speciale la musica dei Sabaton?
La nostra è musica concepita per essere suonata dal vivo e anche in studio ci piace sentirla vibrare come si deve! Penso che molta gente oggi sia stanca di produzioni perfette, ci sono sin troppi produttori ad esempio che odiano i reverberi, mentre noi li adoriamo! In un certo senso ci piace mischiare il sound degli anni ’80 con quello del ventunesimo secolo!

Siete molto popolari in Germania e Nord Europa…e nel resto del mondo?
Stiamo andando molto forte nell’Europa dell’Est! Con un po’ di fortuna ci siamo garantiti la presenza in alcuni importanti festival, ne sono usciti fuori ottimi shows che ci hanno aiutato non poco a crescere come band sotto tutti i punti di vista. Sfortunatamente non abbiamo gli stessi contatti in tutti i paesi.

Quanto ha influito firmare con la Nuclear Blast?
La Nuclear Blast si è inserita solo in un secondo tempo dato che avevamo già fatto quasi tutto da soli, lavorando sodo, stando costantemente in tour, mostrando gran rispetto per i fans e gli addetti ai lavori. Un rispetto che a tuttoggi, e penso di poterlo dire in tutta tranquillità, è totalmente reciproco.

Il 2010 si preannuncia come un anno magico per voi: tante date in sedi differenti e un tour invernale con i Blind Guardian. Un’ accoppiata senza rivali, poco ma sicuro.
Saremo in tour contemporaneamente, ma non nello stesso tour (eppure mi era sembrato di leggerlo da qualche parte…boh! ndr). Faremo un tour da headliner con due bands che apriranno per noi. Saranno settanta concerti in tutta Europa, Italia inclusa.

Avete fatto una lunga gavetta negli anni come special guest di bands quali Edguy, Hammerfall, Lordi e altri ancora. C’è qualche episodio che ricordate con piacere?
Li adoriamo tutti, gente fantastica. Sai, i Sabaton non sono una di quelle band da sballo che fanno cazzate dalla mattina alla sera; siamo gente a posto e pensiamo che questo sia ciò che conta. Non ci ubriachiamo mai prima di salire on stage e diamo sempre il massimo per i fans, non importano quanti siano là fuori ad aspettarci (parole che fanno onore. Grandissimi! Ndr)!

Cosa dobbiamo aspettarci da un concerto dei Sabaton?
Aspettatevi il massimo possibile. Dopo oltre trecento concerti abbiamo imparato a suonare su qualsiasi palco, in qualsiasi circostanza, con qualsiasi problema e a divertirci sempre e comunque. Siamo in gran sintonia fra di noi e con i nostri fans. E non li deludiamo mai.

Commentaci brevemente uno per uno i lavori dei Sabaton. Sentiti libero di dire tutto ciò che vuoi. “Primo Victoria”…
E’ diventato il nostro debut, anche se ovviamente non fu concepito come tale. Sicuramente è stato il lavoro più divertente da registrare dato che non c’era alcuna aspettativa su di noi. Nessuna etichetta, nessuna fretta. Solo il piacere di sedersi in uno studio e sperimentare il più possibile.

“Attero Dominatus”…
Noi lo chiamiamo “il fratello di Primo Victoria”, molte canzoni infatti erano già state scritte quando abbiamo registrato Primo Victoria. In molti ritengono che Primo Victoria sia superiore, ma noi siamo assolutamente convinti che Attero abbia contribuito a proiettare la band in avanti.

“Metalizer”…
Il nostro vero debut, che poi è diventato il nostro terzo album. Ora è disponibile anche in versione doppia con una raccolta di vari demo. Molte canzoni sono state composte persino prima che i Sabaton nascessero come band. Quando è stato pubblicato abbiamo esplicitamente chiesto all’etichetta di non pubblicizzarlo dato che non poteva essere considerato alla stregua di un nuovo album dei Sabaton.

“The Art Of War”…
Questo disco ha rappresentato un punto di svolta per la band; molta gente lo considera il nostro capolavoro e non possiamo che essere d’accordo. E’ un concept attorno ad un antico manuale di guerra scritto dal generale cinese Sun Tzu. E’ di gran lunga il disco con la produzione più complessa e solo una volta terminato ci siamo resi conto che sarebbe stato IL disco definitivo, quello del salto di qualità. Contiene il famoso singolo “Cliffs Of Gallipoli” e molti magazines lo hanno eletto fra i migliori dischi del 2008, se non addirittura il migliore.

“Coats Of Arms”…
Durante le registrazioni eravamo molto nervosi e temevamo che non saremmo riusciti a tirar fuori un album migliore di The Art Of War. Persino i fan lo dicevano. Questa volta ci siamo concentrati più sulla musica e meno sul concept. Ora siamo consapevoli che i pezzi sono davvero forti. Ciascuno brilla di luce propria.

L’intervista è giunta al termine…vuoi salutare i lettori di heavy-metal.it?
Un caloroso saluto al pubblico italiano e grazie per la calorosa accoglienza che ci avete riservato al Gods Of Metal! Non vediamo l’ora di tornare in autunno come headliner e suonare per la prima volta in Italia ben più dei soliti trenta minuti!

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