Eccolo! Finalmente l’attesissimo disco di Russell Allen, cantante dei Symphony X, è finalmente tra le mie mani. Probabilmente geloso dei lavori solisti di Pinnella e Romeo, Russell si rinchiude all’interno del “Dungeon”, lo studio di registrazione dove la X incide i propri album, e ne esce alcuni mesi dopo (tra l’altro cacciato da Romeo) con questo frizzante cd che lo vede protagonista indiscusso di tutti i brani sia dal punto di vista delle vocals che da quello strumentale. “Russell Allen’ s Atomic soul” è dunque il titolo del primo disco solista dell’istrionico cantante americano e suona dannatamente battagliero. Dimenticate gli arrangiamenti sinfonici e progressive che hanno fatto la fortuna dei Symphony X: “Atomic Soul” non ha nulla a che vedere con la band madre di Allen. Preparatevi invece ad essere travolti da un vortice di hard rock dannatamente duro e compatto, dalle chitarre massicce e pesanti unitamente a tanta melodia e classe come solo Russell è capace a fare; dimenticate anche il modo di cantare ricco di sentimento e carico di pathos con cui il vocalist americano è solito impreziosire i brani della X: questa volta il cantato di Allen è talmente incazzato e aggressivo che a volte sfiora le growls al limite del death. Russell, autore assoluto di tutti i pezzi sia dal punto di vista vocale che musicale (suona anche gran parte delle chitarre e delle parti di basso), macina riff hard rock più duri di un pugno in faccia, a volte veloci e dirompenti in altri casi più cadenzati e dannatamente heavy. Non c’è un attimo di respiro nello scorrere del disco, i brani si susseguono uno dietro l’altro senza un solo momento di tregua. Non c’è un solo istante di tranquillità. Le canzoni di “Atomic soul” imprigionano la mia attenzione all’interno di una vorticosa spirale che inizia a farmi girare e non mi molla più fino alla fine del disco quando, senza neanche accorgermi di quello che sto facendo, ricomincio ancora una volta il suo ascolto.
Ogni brano è come un palla di cannone che si abbatte sul terreno distruggendo tutto quello che c’è nelle vicinanze. Allen affida a “Blackout” e ad “Unjustified” il compito di opener songs e tale scelta non potrebbe essere più azzeccata tanta è la ferocia che accompagna questi brani, con un Russell assolutamente irriconoscibile tanto sono tirate e sporche le linee vocali che interpreta. Non è ancora tempo di dare riposo alle orecchie e si è investiti dalla maledizione della “Voodoo hand”, brano cadenzato ma dotato di un ritmo piuttosto veloce e che vede Allen protagonista assoluto in fase solista con le tastiere. Si continua ancora con i mid tempo chiaramente ispirati a Dio e Black Sabbath con le melodiche “Angel” e “The distance” in cui finalmente l’americano abbandona il cantato sporco e tirato in favore di una linea vocale più distensiva e armoniosa.
“We will fly” rappresenta sicuramente il pezzo più affascinante di tutto l’album: dall’inizio piuttosto “acquoso” e con sonorità che rimandano alla disco anni ottanta, vede Micheal Pinnella protagonista assoluto delle parti di piano e il rimando alla X è quasi d’obbligo. I riff di supporto alla canzone sembrano uscire direttamente dalla chitarra di Michael Romeo, mentre Pinnella impreziosisce il brano con i suoi soliti arpeggi di pianoforte e Allen sale in cattedra, iniziando a dettare legge come solo lui sa fare, tornando a cantare come in un pezzo dei Symphony. Termina l’album la velocissima title track che sembra annunciarci che il disco non è ancora finito, che l’assalto sonoro di “Atomic Soul” è appena iniziato grazie anche alla presenza di Jens “prezzemolino” Johansson autore di uno scoppiettante riff di tastiera che conferisce ancora più carica e dinamicità al pezzo.

Un ottimo lavoro dunque per Russell Allen, che si dimostra dotato anche di una discreta tecnica in fase compositiva capace di tenere inchiodato l’ascoltatore alle casse delle stereo. Nell’ attesa di un nuovo lavoro dei Symphony X questo “Atomic soul” è decisamente un succulento antipasto. Attenzione però, il materiale proposto da Allen è lontano anni luce dal suo classico repertorio quindi prima di fare questo acquisto cercate, se possibile, di ascoltare qualche brano in maniera tale da rendervi conto dell’effettiva proposta musicale di Sir Russell Allen.

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