L’attesissimo lavoro che vede riunite due delle più famose ugole della scena metal mondiale, è finalmente uscito: “The battle” è, infatti, il risultato della collaborazione tra Sir Russell Allen, cantante degli americani Symphony X, e Jorn Lande (Masterplan, Millenium, Mundanus Imperium, Ark, The snakes). Si era parlato moltissimo a proposito di questo cd nei mesi trascorsi e, in effetti, il prodotto finale è davvero notevole: l’unione di Allen e Lande, con il chitarrista Magnus Karlsson (Last tribe e Starbreaker), autore di tutte le parti strumentali del disco, risulta davvero efficace e i dodici brani che compongono “The Battle” spaziano attraverso momenti di puro heavy metal a parti più hard rock, il tutto condito con un pizzico di tastiere che conferiscono ai pezzi quella vena sinfonica che non guasta mai.

Sebbene le idee compositive di Magnus Karlsson non rappresentino niente di innovativo, questo disco risulta vincente grazie all’apporto artistico di Jorn e Sir Russell le cui timbriche si sposano in maniera sublime e sembrano nate apposta per cantare insieme. Lo scorrere dei brani è assolutamente veloce e ci si ritrova in un battibaleno nel bel mezzo dell’album e in men che non si dica alla sua fine. Allen e Lande sono due mostri, recitano alla perfezione la loro parte dandosi battaglia in molti pezzi, alternando strofe e cantando insieme i ritornelli, facendosi i cori reciprocamente, mentre in altri pezzi ognuno di loro dà prova del proprio valore senza il contributo artistico dell’altro. Ed è proprio in questa maniera che il disco prende vita con “Another Battle” ottimo brano apripista che vede sin da subito i due vocalist contendersi lo scettro del potere, ognuno intento a dominare incontrastato sul suo avversario; la successiva “Hunter’s night”, assieme alla veloce e corale “Where have the angels gone”, rappresenta uno dei brani che maggiormente preferisco, con un Russell Allen capace di salire in cattedra e dettare legge a suo piacimento. Bellissime solo le due ballad presenti sul disco: la prima, “Reach a little longer”, è interpretata da un malinconico Jorn Lande, mentre la seconda, “Ask you Anyway”, vede un pianoforte e una chitarra accompagnare Allen nella parte iniziale del brano che diventa in seguito più veloce ed aggressivo grazie all’ingresso delle chitarre distorte per poi raggiungere il suo massimo punto di corale drammaticità nell’incredibile finale. Da segnalare la presenza di brani come “Come Alive”, “Silent rage” e “Wish for a miracle” che vedono i due cantanti, uniti fianco a fianco, portare avanti la loro battaglia senza un attimo di sosta in un continuo alternarsi di linee melodiche dannatamente accattivanti che trascinano l’ascoltatore in un vortice infinito di musica. Termina l’album la splendida “The forgotten ones” brano che vede i due artisti impegnati in un’interpretazione canora che non potrebbe chiudere il disco in maniera migliore.

“The battle” è un album davvero ben fatto, con ottimi brani cantati da due personaggi che definire eccezionali è dire poco, anche se a mio avviso la prova di Allen è nettamente superiore rispetto a quella del suo collega Lande. A ogni modo non basta la presenza di questi due vocalist per far entrare questo lavoro all’interno degli annali della storia del power metal: “The battle” è un interessante disco di power che sicuramente non deve mancare nella discografia di chi adora Allen e Lande, nulla di più.

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