Ancora un doppio live, evidentemente e’ il periodo per questo tipo di uscite discografiche. E’ il turno, questa volta, dei pirati Running Wild di Rock’n’Rolf e del loro metal dalle tinte classico/power, ormai consolidati come uno dei gruppi riferimento del genere. La scaletta di ben diciannove brani e’ ben bilanciata fra brani piu’ recenti del combo europeo e materiale classico della band, la quale ha una vasta discografia da cui pescare. Il gruppo ha un notevole seguito fra il pubblico metal, dovuto ad anni e anni di concerti in giro per il mondo, sempre caratterizzati da elementi altamente spettacolari, il tutto nella sempiterna caratterizzazione piratesca che trova come fulcro il pittoresco Rock’n’Rolf e la sua uniforme appunto da pirata.
Il primo CD si apre con “Welcome to hell” dopo l’intro strumentale di “March of the final battle”, il brano e’ aggressivo e potente, come da tradizione Running Wild, Rock’n’Rolf pare essere decisamente in forma, tutta la band in effetti lo e’, a partire dalla sezione ritmica, da sempre punto focale delle composizioni del gruppo. Il disco continua in modo decisamente vivace, particolarmente riuscita e’ la lunga “The brotherhood”, apprezzatissima dal pubblico, ed interpretata in modo ineccepibile dal gruppo, in effetti e’ notevole osservare come una canzone recente sia in grado di riscuotere successo al pari di quelle classiche del gruppo, il brano e’, infatti, tratto dall’omonimo e recente disco dei Running Wild. Il brano di chiusura del primo compact disc e’ la classica “Blazon stone”, ormai conosciutissima dal pubblico, il brano grazie alle sue tinte veloci e sostenute fa, come al solito, un’ottima figura live.
Il secondo CD si apre con “Crossfire”, ancora dall’ultimo “The brotherhood”, un brano dal ritornello decisamente azzeccato, capace di essere in linea con quelle che sono le song piu’ apprezzate dal pubblico, ancora una volta ottimi gli assoli delle due asce, così come sono sempre presenti gli elementi ritmici essenziali per la riuscita di brani cosi tirati e veloci. I Running pescano un po’ indietro nel tempo con “Uaschitschun”, “Victory” e ancora dall’ultimo disco con “Unation”, per una scaletta sempre all’insegna del metal di marca RW, per poi concludere il concerto con la classicissima (e attesissima dal pubblico) “Under jolly roger” ovvero quella canzone che e’ un po’ l’effige del gruppo e della sua immagine tutt’altro che sobria.
Un altro buon doppio live che va a nutrire le uscite in questo campo da qualche mese a questa parte, dopo nomi quali Kansas, Molly Hatchet, Uli Jon Roth, Kreator ma anche Blackmore’s Night passando per gli Annihilator per una serie di documenti live sempre ben accetti ad un pubblico attento a quello che e’ uno degli aspetti fondamentali di questo genere, la proposta al pubblico delle proprie canzoni nel modo piu’ diretto possibile.
Anche questo live ha una realizzazione impeccabile, sia tecnicamente che come resa sonora, il gruppo e’ di quelli che hanno un seguito tanto consolidato quanto nutrito e ricettivo. E’ ovvio che, fra quelli citati, ci sono live piu’ riusciti di altri, così come e’ ovvio che un grande live e’ difficile da registrare, soprattutto per i contenuti artistici. Se ci atteniamo pero’ a quello che sono le release attuali questo dei Running Wild si assesta in ottima posizione, sia per quello che il gruppo riesce a dare, sia per quanto, come dicevo prima, il prodotto sia curato.
Detto questo stiamo parlando sempre di un gruppo particolare che, così come ha un seguito di fedelissimi, ha anche molti detrattori, quindi se per i primi e’ un acquisto consigliato, tutti gli altri farebbero bene a considerarlo come una sorta di presentazione di quanto fatto nel corso degli anni da questi pirati (non nell’accezione moderna della parola pero’…), e valutarne l’acquisto in questi termini.

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