Scrivo la rece mentre ascolto l’album: l’intro di apertura è così “fuckin’ metal” che voglio fermare subito le emozioni che ne derivano.
Già il primo brano, quasi esclusivamente musicale, dà un’idea di ciò che ci aspetta: Toast si esibisce in un paio di scream di tutto rispetto.
Man mano che la tracklist procede mi rendo conto di quanto questo gruppo targato United Kingdom abbia i mezzi, le capcità e l’anima per essere qualcosa di memorabile: velocità e tecnica permeano ogni singolo brano alternandosi a momenti di intensità emotiva che passa dalla band all’ascoltatore per nulla disturbata dal filtraggio delle casse dello stereo.
Toast si esibisce in un cantato a tratti scream a tratti pulito, senza cadere mai di tono o imprecisioni, da cui si può notare la sua innegabile capacità tecnica. Saper usare uno strumento è una condizione necessaria, ma non sufficiente per emergere dal marasma di musicsti mediocri: serve anche la passione che il singer possiede a vagonate e la impiega in abbondanza per ciò che lo riguarda.
Dave, Rich, Joe e Mark d’altro canto, non si risparmiano in nessun modo suonando basi ottime musicalmente con una bravura che ci si può aspettare dopo diversi album ed esperienza on stage.
Eppure si son formati solo nel gennaio 2005 e questo è il loro primo album, sebbene permeato da influenze diverse. In alcuni tratti si nota un richiamo ai Pantera di CFH (Cowboys From Hell per chi non lo sapesse n.d.a.)
Notevoli i brani “Careless talk” con la sua apertura travolgente priva di compromessi e “Riding the storm” con un’intro di chitarra da brividi, veloce e pulita come poche ne ricordo.
Questi 10 pezzi si identificano come un cd da avere se si è amanti della buona musica, nonchè l’araldo dei prossimi grandi lavori dei Rue the day.
Attendiamo con trepidazione il prossimo lavoro ed eventuali esibizioni live, nel frattempo…mi consumo il cd pronto a ordinare una seconda copia.

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