Rock N Roll Arena – Romagnano Sesia (NO), 25 maggio 2012

Report by Perf
Foto by Epizumia
Ennesimo grande appuntamento al Rock N Roll Arena di Romagnano: dopo lo show dei Labyrinth, torna in Italia una delle band di punta del movimento del melodic metal degli anni ’90: i Royal Hunt, finalmente riunitisi con lo storico frontman DC Cooper. Di supporto una giovane e valida band italiana, gli Stamina.

STAMINA
Non credo che gli italiani Stamina siano conosciutissimi nel circuito metal nostrano, eppure hanno avuto l’occasione e il piacere di suonare per alcune date del tour europeo dei Royal Hunt. Già mi immagino qualche commento “stupito”: avranno qualche aggancio? avranno pagato? Forse la risposta è molto più semplice: sono bravi.
I nostri propongono un ben riuscito mix tra prog metal e class rock e supportano il loro ultimo album “Two Of A Kind”. Il concerto inizia con Eyes Of The Warrior, che è anche l’opener del disco. Colpisce subito la pulizia del suono e il coro di dokkeniana memoria che rimane subito in testa. Piacevole anche il solo tipicamente progressive di chitarra e tastiere.
Tra i brani proposti spiccano Burn Your Fears, dal flavour rock progressivo dei ‘70, e Supremacy, song metallica che cattura grazie a un buon tiro e a delle parti vocali accattivanti.
Lo show prosegue piacevolmente anche se il pubblico è piuttosto moscio. A risollevare l’atmosfera ci pensano i Royal Hunt, che a metà concerto invadono il palco armati di piumini e aspirapolvere e iniziano a ripulire lo stage! Questo è lo scherzo organizzato dai Danesi per salutare l’ultimo show del tour per gli Stamina (con Andersen con tanto di codini!).
In conclusione gli Stamina presentano anche Higher, un brano inedito che comparirà nel loro prossimo disco e che ripresenta gli elementi di freschezza e melodia tipici del sound della band. Show davvero positivo per questi ragazzi dalle belle speranze. Bravi!

Setlist:
Eyes Of The Warrior
Mystery
Burn Your Fears
Too Tired To Live
Supremacy
Maker Of The Universe
Tell The Truth
Higher

ROYAL HUNT
17 maggio 1997. Per molti questa data forse non significa nulla, ma è stata la prima volta che i Royal Hunt hanno suonato in Italia, a Milano. Allora mi ricordo, l’attesa era grande per quella che si presentava come una delle band più in luce nel metal neoclassico e melodico, molto in voga a metà anni ‘90. Il locale era piuttosto gremito e l’audience calorosissima. Poi il cantante di allora, un ragazzotto americano di nome DC Cooper, lasciò la band. I Royal Hunt andarono avanti, sfornando anche dei buoni dischi, ma non fu più come prima. Oggi, a distanza di quindici anni, la storia si ripete: il figliol prodigo DC Cooper è tornato alla base e, grazie al nuovo disco “Show Me How To Live”, i Royal Hunt tornano in Italia più forti e convinti che mai! Certo gli anni sono cambiati, la band non è più all’apice del successo e i fans sono decisamente più mosci di prima…ma quello che non è cambiato è la grande classe e la grande musica dei Royal Hunt!
Grazie a una line-up decisamente competitiva e a una ritrovata voglia di suonare, i nostri tornano di nuovo in auge. Il concerto di questa sera propone una setlist con i nuovi pezzi alternati ai vecchi classici. Si parte con One More Day, nuovo brano dotato di un incipit epico e sinfonico, che viene accolto dall’acclamazione del pubblico. Il tipico suono di tastiere dei Royal Hunt, ad opera del leader André Andersen, pervade il locale. L’acustica è buona e si può godere appieno dello show. Le due belle coriste duettano con il lead vocalist nel coro, donando la tipica maestosità presente nel sound dei Royal Hunt. Davvero bravi anche gli ultimi arrivati, il bassista Andreas Passmark e, soprattutto, il giovane chitarrista Jonas Larsen. Ma gli occhi di tutti sono puntati su di lui, il redivivo DC Cooper che ci mostra da subito la differenza fra un bravo cantante e un frontman d’eccezione. Con la sua voce calda e particolare, il singer americano conquista subito lo stage, grazie a una performance davvero buona e al suo modo di stare sul palco: teatrale, ammiccante, giocoso… Scherza col pubblico sull’età ormai non più primaverile della band, salta, si arrampica sulle impalcature…un autentico animale da palco. Inoltre la sua vocalità gli permette di fare sue anche canzoni che non ha cantato in origine, come The Mission o la vecchia Flight, dal coro irresistibile.
Seguono brani come la nuova Hard Rain’s Coming, dall’incedere pacato che mostra le doti e il gusto di Larsen nel solo, o la datata Lies dal riffing incalzante che apre alle belle melodie del coro. Step By Step invece scuote la platea grazie al suo sound ruffiano, quasi danzereccio! Protagonista il pubblico nel coro, aizzato da DC Cooper. Maestoso è l’aggettivo migliore per descrivere Tears Of The Sun introdotta solo di una delle due coriste: ancora una volta magnifici i fraseggi tra chitarra e tastiere. Momento soft con la ballad Age Gone Wild in cui risalta ancora una volta la voce di Cooper artefice di una prestazione toccante.
Uno dei brani più attesi dall’ultimo disco è sicuramente Half Past Loneliness: introdotto dal basso pulsante di Passmark, cattura il pubblico grazie alle sue melodie perfette scaturite dal maestro dei tasti d’avorio, Andersen. Ottimo anche il solo di chitarra che mette in risalto di nuovo la bravura di Larsen.
Ora i Royal Hunt staccano la spina e imbracciano le chitarre acustiche, Andersen compreso, per un gustoso medley che ingloba canzoni dallo stile diverso come la lenta Restelss o l’allegra Bodyguard che coinvolge il pubblico con battiti di mani e cori. Prima del gran finale viene suonata la title-track dell’ultimo album “Show Me How To Live”, anche se in versione editata.
Il concerto non poteva che concludersi con due tra i brani più amati in assoluto dai Royal Hunt. Prima dell’esecuzione di Last Goodbye, i Danesi chiamano a rapporto gli Stamina (all’ultima data di supporto del tour) che salutano il pubblico partecipando ai cori della canzone. L’atmosfera è decisamente spensierata ma la cosa non compromette l’ottima performance del gruppo, adeguatamente supportato dal pubblico che canta assieme a DC Cooper. Lo show si conclude definitivamente con Message To God, uno dei brani simbolo dei Royal Hunt. Versione decisamente allungata per questo classico che coinvolge totalmente i ragazzi presenti al locale. Scrosci d’applausi per la band che saluta il pubblico italiano ormai estasiato a suggello di uno show praticamente perfetto, sia a livello emotivo (e le motivazioni erano davvero tante), che a livello puramente tecnico.
Maggio 1997: io c’ero. Maggio 2012: io c’ero. L’augurio per il sottoscritto e per tutti i fans italiani dei Royal Hunt è quello di poter dire ancora “io c’ero” in molte altre occasioni, sperando che questo show sia solo l’inizio di una nuova vita artistica per la band.

Setlist:
One More Day
The Mission
Flight
Hard Rain’s Coming
Lies
Step By Step
Tears Of The Sun
Wasted Time
Age Gone Wild
Solo di chitarra
Half Past Loneliness
Kingdom Dark
Angel’s Gone
Medley acustico: Restelss / Bodyguard / One By One
Show Me How To Live (edit)
Last Goodbye
Message To God

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