“Holy Hell”, il predecessore di questo nuovo “Garden Of Chaos”, è stato accolto davvero bene dalla critica e dai fan del buon Bob Rock. Il lavoro, in se totalmente riuscito, ci mostrava l’ex singer dei M.A.R.S alle prese con un heavy metal dalle forti connotazioni power, in cui ritmi arrembanti e chitarre pesantissime aggiungevano un vago tocco di modernità ad un contesto sonoro fondamentalmente (neo)classico.

Ora, a distanza di un paio d’anni, Rock prende nuovamente in mano le redini della sua carriera solista e rilascia questo ottimo “Garden Of Chaos”, in cui niente (o poco) cambia rispetto a “Holy Hell” ed alle sue caratteristiche di base. Complice il rinnovato (e molto gradito) apporto del chitarrista dei Narnia J. Grimmark, Bob da vita ad un lavoro estremamente ispirato, dove modernità e tradizione convivono a meraviglia in una sorta di idillio imperituro. Grandi pezzi come la stupenda “Saviors Call”, “Only A Matter Of Time” o l’iniziale title track la dicono lunga sull’operato della band, sempre attenta a mettere nelle mani del verace Rock composizioni ispirate e di grande presa. Dal canto suo, Rock, sfodera una prestazione maiuscola, giocando soprattutto con il passato (gli ’80 rimangono la sua fonte di ispirazione principale) e con la grande esperienza che lo contraddistingue.
Linee vocali sempre ficcanti e spesso tecniche danno conferma di come, ancora una volta, il cantante europeo abbia lavorato sodo alla realizzazione del suo nuovo pargolo. Non stupisce, sotto quest’ottica, la collaborazione con il guru del settore Roy Z, produttore di grido in ambito heavy metal ed artefice dei recenti successi solisti di Halford e, soprattutto, Dickinson.

Un disco di qualità superiore, dunque, che va ad impreziosire una carriera solista francamente molto buona e delle collaborazioni passate (M.A.R.S) e presenti (Impellitteri) di ottimo livello.

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