Che sia dovuto ad un giudizio affrettato o ad una scelta ben ponderata e soppesata abbiamo tutti nei nostri scaffali dischi destinati ormai da tempo immemore a raccogliere polvere. Il rimorso per la spesa fatta, l’acquisto di un disco convincente degli stessi autori, il sospetto di essere più disposti di un tempo a tollerare un disco mediocre (chi vuole può chiamarla maturità) a volte ci spinge a selezionare alcune di queste misere creature e a concedere loro una nuova chance. Altre volte invece ci capita a fagiolo per le mani una raccolta costituita per quattro quinti da brani tratti da questi dischi e ci viene fornita così gratis l’opportunità di rimediare al torto fatto.

A quest’ultima categoria appartiene naturalmente la raccolta dall’altisonante titolo “Metal God Essentials Vol.1”, che contiene, rimasterizzate per l’occasione, dodici tracce precedentemente pubblicate dal divino Halford con i Fight (# 7,8,13) e a nome suo (# 1,2,9,10 su “Resurrection”, # 4,6,14,15 su “Crucible”, # 3 su “Live Insurrection”), dischi che non hanno contribuito a modificare più di tanto la stima di tutti noi nei confronti del cantante. A queste si aggiungono la demo version del 1999 di “Silent Screams” (identica a quella finale), l’immancabile e banalissimo mix che ammorba questo tipo di raccolte senza che ci venga fornito mai un motivo volido per la sua presenza (“Redemption”), e due nuove tracce, un midtempo abbastanza inutile e dal chorus alquanto monotono risollevato parzialmente soltanto dalla parte chitarristica (“Forgotten Generation”) e una traccia più interessante e meno anonima con un Rob davvero in palla e graffiante (“Drop Out”).
Il cd è inoltre accompagnato da un DVD bonus che dovrebbe aumentarne l’appetibilità, contenente i video che Halford e soci girarono per brani come “Made In Hell”, “Silent Scream” o ancora “Betrayal”, oltre a due brevissimi documentari sul “making of” di “Resurrection” e “Live insurrection”, documentari che si rivelano piuttosto pacchiani e tutt’altro che indispensabili.

Halford è da sempre il più grande cantante heavy mai apparso sul pianeta ed è quindi sempre estremamente piacevole ed esaltante ascoltarlo e vederlo, perfino nei suoi momenti meno riusciti, ma questo non basta ovviamente a risollevare le sorti di una pubblicazione destinata a zoppicare fin dal suo concepimento. “Metal God Essentials Vol.1” si rivela, insomma, un’uscita abbastanza inutile e poco allettante perfino per i fan più accaniti e riesce nell’intento di condannare definitivamente al loro polveroso destino molti dei dischi che la compongono, dischi che peraltro adesso avranno, ahimè, compagnia.

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