Pubblicato nel 2012
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Dopo quasi di 15 anni, ritorna Richie Sambora (che, per chi non lo sapesse, è il chitarrista dei Bon Jovi) con un nuovo album solista. Questo “Aftermath Of The Lowdown” è un disco che spazia a 360° in ambito rock, pur mantenendo un suono abbastanza tradizionale.
Il buon Richie, autore di testi e musiche, si diletta a suonare la sua chitarra e a cantare tutte le canzoni dell’album. Si parte con Burn That Candle Down, brano rock abbastanza caciarone e sufficientemente trascinante grazie anche ad un efficace rock-solo di chitarra. Una buona apertura per scaldare l’ascoltatore.
Con Every Road Leads Home To You si avverte invece la prima spruzzata di pop, grazie anche alle tastiere, per una canzone che non è molto distante dal Bon Jovi solista. Un discreto pezzo con una melodia semplice che rimane subito in testa.
L’intro country di Taking A Chance On The Wind lascia subito il passo alla chitarra acustica e alla voce di Sambora che però riprende, quasi immediatamente, in mano l’elettrica, mantenendo un mood tipicamente americano.
Nowadays invece è un brano dalla ritmica più sostenuta che incorpora qualche piccolo elemento “moderno”. Convincente Sambora nel coro e alla solista.
Con Weathering The Storm ritorna prepotentemente tutto il Bon Jovi che c’è in Richie, mentre Sugar Daddy è al 100% rock a stelle e strisce.
Non potevano ovviamente mancare le ballate (curiosa la scelta di posizionarle tutte nella seconda metà del disco): I’ll Always Walk Beside You è un lento dal piglio piuttosto attuale, mentre Seven Years Gone è la classica ballad ruffiana dal coro “gigante”, tipica della band madre del chitarrista.
Si torna a rockare con Learnin’ How To Fly With A Broken Wing mentre in chiusura troviamo due brani decisamente più rilassati come You Can Only Get So High e l’acustica World.
“Aftermath Of The Lowdown” si rivela quindi un disco più che discreto, che pur non avendo dei picchi di qualità assoluta, si mantiene sempre gradevole all’ascolto. Consigliato ai fans del chitarrista e a chi a voglia di assaporare un buon pop-rock americano senza troppe pretese.

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