Sabato primo maggio 2010: che giornata! Avevo appuntamento con Luca Turilli per l’intervista in un hotel milanese. Avevo deciso di partire con un buon anticipo ma per problemi “casalinghi” il mio buon proposito va a farsi benedire! Salto sulla macchina e imposto il navigatore: dopo mezzora di sorpassi mozzafiato e frontali sfiorati arrivo a quel che dovrebbe essere il luogo dell’appuntamento…Peccato che al posto dell’hotel ci fosse un centro commerciale semideserto! In preda al panico chiamo Pamela (la gentilissima organizzatrice dell’intervista) e le spiego la situazione: lei mi dice che non c’è nessun problema e che ci sono due indirizzi uguali a Milano (uno per la precisione a Sesto S. Giovanni)! Allora reimposto il navigatore e mi precipito all’altro indirizzo (quello giusto!). Peccato che in giornata di festa la città sia un casino assurdo: bancarelle, manifestazioni, concertini…10 minuti per fare 100 metri! Risultato: arrivo con 45 minuti di ritardo! “Fortuna” che praticamente quasi tutti i giornalisti hanno commesso il mio stesso errore (compreso lo stesso Luca!) e quindi le interviste sono tutte slittate di qualche minuto!
Al mio arrivo trovo ad accogliermi la disponibilissima Pamela e Luca Turilli che mi mettono subito a mio agio. Luca è di ottimo umore ed è un fiume in piena, desideroso di parlare del nuovo album “The Frozen Tears Of Angels”. Godetevi questi 30 minuti di intervista!

Prima che uscisse il nuovo disco avevo sentito che è stato il vostro primo album composto a “sei mani”, da te, Fabio (Lione, voce, ndPerf) e Alex (Staropoli, tastiere, ndPerf). È vero?
Sì ma solo per una canzone. Abbiamo composto il primo brano, Sea Of Fate, “a tre”. Non era mai successo! Era già accaduto che Fabio avesse già composto una sua canzone, Il Canto Del Vento su “Triumph Of Agony” ma mai una canzone assieme noi ed è stata la cosa migliore presentare questo pezzo proprio all’inizio dell’album per celebrare il ritorno della band dopo tanti anni, con questo brano firmato da più persone.

E sempre a proposito di questo brano, la prima cosa che ho notato è che nel ritornello non ci sono i vostri tipici cori. È stata una scelta voluta?
Si perché questo ritornello è la parte creata da Fabio. Devi sapere che questo non è il suo genere principale di ascolto; adesso lo adora ma all’inizio era più sul prog/power tipo Labyrinth o Vision Divine… e quindi aveva questa canzone da usare, forse per un suo disco solista, e mi cantava sta melodia in aeroporto…e io gli dissi che, secondo me, questa melodia non avrebbe stonato su una canzone dei Rhapsody… Quindi gli chiesi se era contento di usarla per un brano dei Rhapsody e lui fu d’accordo. Dopodiché io e Alex abbiamo creato l’arrangiamento e tutto il resto e alla fine ci è piaciuta subito così com’è. Fabio l’aveva creata proprio per essere cantata così e quindi non avremmo voluto aggiungere altre cose sulla sua melodia ma abbiamo proprio voluto questo coro limpido, questo “sing-alone” che da tempo non utilizzavamo e che era tipico dei primi album, tipo in canzoni come Land Of Immortal o Ride The Wind Of Eternity (si mette a canticchiarla, ndPerf) e poi il “sing-alone” è la matrice di ritornello che io ho sempre adorato, fin dagli ascolti dei primi Helloween come in Twilight Of The Gods o Eagle Fly Free… Per cui volevamo avere questo ritorno a questo tipo di canzone e il ritornello di Fabio calzava a pennello!

Rispetto a “Triumph Or Agony”, che era molto incentrato sui mid-tempo, questo nuovo “The Frozen Tears Of Angels” è molto più vario. Vi siete accorti che l’album prima forse era troppo orientato su pezzi cadenzati?
No…non è che ci siamo accorti…è che veniva proprio dalla saga… In pratica abbiamo registrato “Symphony Of Enchanted Land II” e “Triumph Or Agony” quasi nella stessa sessione…sono stati quasi due album figli della stessa produzione perché dovevamo avere tutte le canzoni pronte per l’uso dell’orchestra sinfonica che avevamo avuto la possibilità di avere per arricchire il nostro sound…ed era il nostro sogno in quel momento: un grosso budget, la firma con la SPV, l’opportunità di avere Christopher Lee…abbiamo speso tutto (ride, ndPerf)! Però per noi era un sogno che si realizzava e quindi abbiamo fatto questa doppia sessione e ne sono scaturiti questi due album. Alla fine è successo più per come abbiamo “localizzato” le canzoni… In “Symphony Of Enchanted Land II” se togli i vari intro e outro trovi anche canzoni speed, mentre per “Triumph Or Agony” siccome avevamo questo tipo di canzoni io ho creato qualcosa di particolare nella saga, ovvero un prequel, in cui appunto racconto cosa è successo prima della saga lasciando per un attimo il racconto lineare degli eventi da “Symphony Of Enchanted Land II” attraverso a “Triumph Or Agony” nell’unica suite di “Triumph Or Agony” (The Mystic Prophecy Of The Demon Knight, ndPerf). Per cui quella va avanti e racconta la saga da dove l’avevo abbandonata mentre le altre nove canzoni prima raccontano il prequel. Quindi abbiamo trovato questo escamotage per sancire questa diversità di stile che ci eravamo ritrovati su questo album. Ovviamente a me quel disco piace comunque, risalta la sua epicità… Mentre per “The Frozen Tears Of Angels” la saga evolve e c’è questo momento terribile…e per la prima volta lasciamo l’aspetto descrittivo delle liriche per guardare più intimamente ai sentimenti dei personaggi che si muovono attraverso i capitoli della saga…di questo viaggio verso le terre del nord, inesplorate…un po’ la metafora della vita! C’è sempre nei Rhapsody la ricerca di qualcosa…di un libro, di una spada…che rappresentano la ricerca di un livello di spiritualità più elevato, di un livello di coscienza più elevato…e il viaggio è la metafora della vita…e quindi nella saga ci siamo soffermati musicalmente sulle paure, su questa drammaticità del viaggio verso una terra inesplorata… per scoprire qualcosa di più su questo “Dark Secret” che è l’elemento principale della “Dark Saga”. Per cui questo album doveva suonare più drammatico, più veloce e sottolineare questo aspetto di paura ecc…

Infatti l’altra cosa che ho notato musicalmente, è che questo disco è molto incentrato sulla chitarra, e mi ricorda un po’ i primi dischi come “Legendary Tales” o “Power Of The Dragonflame”. Sei d’accordo?
Sì, in questo album la chitarra si nota ancora di più, ci sono tante ritmiche, potrei definirlo l’album più guitar oriented di tutta la discografia. E questo è derivato anche dal fatto di non avere l’orchestra sinfonica. Così usando i sample invece che l’orchestra, ci ha permesso di ottenere questo sound d’impatto che volevamo per sottolineare le liriche della saga… quindi alla fine è stato anche un vantaggio non avere questa orchestralità strabordante per ottenere questo risultato.

Ci hanno detto di non parlare della Magic Circle per problemi legali, ma possiamo rassicurare i fans dei Rhapsody Of Fire dicendo che ormai siete liberi di esibirvi dal vivo?
Quello non centra fortunatamente. Le cose non sono ancora risolte ma da quel punto di vista abbiamo fatto passi da gigante e già il fatto di rilasciare questo album è un grande segno…e non riguarda per niente l’attività live che inizierà alla fine dell’estate…penso che ci prepareremo a settembre e a ottobre saremo in tour…sarà il più grande tour che avremo mai organizzato!

E quindi non siete sei festival estivi perché l’album è uscito solo ora?
Sì perché l’album è appena uscito e poi semplicemente perché stiamo studiando un itinerario per chiudere con i festival estivi del 2011. Per cui faremo tutto il giro del globo, tra Giappone, Sud America, America ecc…partendo però prima dell’Europa, con un occhio di riguardo a Italia e Francia che sono i nostri mercati principali (oltre al resto d’Europa) per poi tornare per i festival estivi.

Vi avevano contattato per l’Italian Gods Of Metal?
Sì, sì… ma non aveva senso suonar prima dell’uscita del disco…ma prima o poi vogliamo suonarci!

Vorrei chiederti un tuo parere sulla scena italiana: a parte voi e Lacuna Coil le altre band non sono riuscite a imporsi. Secondo te perché la scena italiana, che a mio avviso è veramente buona, non riesce a emergere come ad esempio quella scandinava o tedesca?
Onestamente c’è in ballo un discorso qualitativo… Noi siamo stati fortunati all’inizio… Ovviamente non mi riferisco a band già affermate come Labyrinth, Vision Divine o Eldritch (grandissimi Eldritch, mi piacciono da morire!) o i Sinestesia…non so se li conosci….il chitarrista era mio compagno di banco a scuola al liceo scientifico e abbiamo iniziato assieme nei Thuderdercoss che poi sono diventati i Rhapsody (divaga un po’ ndPerf)! Ridonando alla tua domanda, io sto parlando di band agli inizi e noi siamo stati fortunati perché se noi avessimo rilasciato il nostro primo album nel ’93 invece che nel ’97, ovvero subito dopo i demo che avevamo realizzato e spedito a Limb Schnoor (famoso promoter tedesco di Angra, Helloween ecc…, ndPerf), probabilmente non saremmo neanche qui a parlare io e te. Perché è un discorso di maturazione…all’inizio eravamo un gruppo come tanti e la cosa succede a tante altre band all’esordio. Si crede che il demo sia qualcosa di eccezionale ma spesso non è così… Noi tra il ’93 e il ’97 abbiamo avuto tempo di maturare e di creare questo famoso “Hollywood Metal” che ci ha fatto avere successo. Il fatto di aver avuto la possibilità di fare altri demo e di avere potuto fare altre canzoni ci ha permesso di uscire con un full length album e alla fine avevamo scritto talmente tante canzoni per addirittura due album! Ma c’è stato anche il tempo per una maturazione globale…mi ricordo che comprai questa colonna sonora di Batman e ho pensato che quel disco fosse meglio della musica classica! Un’evoluzione della musica classica! C’è l’impatto visivo in più rispetto alla classica. Quindi mi sono incontrato con Alex per fargli sentire questo album e da quel momento abbiamo voluto contaminare la nostra musica con quegli elementi cinematografici…quindi questo è stato il segreto! Da quel momento sono nate Emerald Sword, Eternal Glory ecc… Nello stesso periodo è successo che io avevo ascoltato in TV un signore che suonava il clavicembalo…non avevo mai sentito nulla di simile! Allora misi una cassetta nel registratore per salvare quel brano ma alla fine la cassetta era già piena e non avevo registrato niente (risate, ndPerf)! Ero arrabbiatissimo e non sapevo come ritrovarla! In quel periodo non potevi ricercarla in internet… Sennonché un giorno ne parlo ad Alex e lui mi dice che suo fratello suonava da anni in un ensemble di musica antica e mi fece ascoltare delle cassette ed era proprio quella musica con quei cambi particolari! E gli dissi: “Ma come tuo fratello suona sta musica incredibile e non me l’hai mai fatta sentire?!” (risate, ndPerf). E da qual momento abbiamo implementato anche quel sound ed è nato un pezzo come Forest Of Unicorns ad esempio o Legendary Tales, due canzoni che erano più folkeggianti, coi clavicembali eccetera. Per cui in quei quattro anni c’è stata questa maturazione globale. Poi abbiamo ripreso le canzoni del demo e le abbiamo trasformate e nel ’97 abbiamo mandato i nuovi demo a Limb – che forse saranno rilasciati da Limb stesso, ce l’ha domandato e per noi non c’è nessun problema – e attendevamo la sua risposta per queste canzoni con questo nuovo stile rispetto ai vecchi demo che comunque gli piacevano già tanto. Aspettavamo con ansia e alla fine arriva un fax con scritto qualcosa del tipo “ragazzi i pezzi sono fantastici!” e da quel momento lui ha deciso di investire ancora di più su di noi di quello che magari pensava all’inizio ed è uscito “Legendary Tales” con tutto quello che ne è conseguito dopo. Tante band non hanno avuto questa possibilità e il livello qualitativo rimane quasi a livello demo e non riescono a crescere e a maturare.

E dato che vivi in Francia cosa mi dici della scena francese? Ad esempio io e il mio caporedattore siamo fans dei Qantice, una band che si è molto ispirata a voi, li conosci?
No, non la conosco ma siamo contentissimi. Questa per noi è la più grande soddisfazione… Anche in Italia sono nate band sulla nostra scia e per un certo periodo abbiamo anche aperto il mercato. Poi dopo se il livello qualitativo è buono rimani, altrimenti ce la puoi anche non fare… Noi siamo contentissimi per quelli che ce l’hanno fatta.

Christopher Lee ha rilasciato il suo primo disco “metal”. Vi sentite in colpa?!
No siamo onorati! E ha anche citato tra le sue influenze i Rhapsody e per noi è incredibile! Il personaggio più ripreso nella storia del cinema!

Qualche tempo fa sfogliando una vecchia rivista metal ho notato il demo di certi Thundercross di Trieste, capitanati da un certo Luca Turilli (risate, ndPerf)…che ricordi hai di quel periodo?
Bellissimi e bruttissimi! Nel senso che sei agli inizi fai queste cose, se entusiasta e dopo ti ritrovavi a suonare in un pub con cinque persone che bevevano e ti guardavano come dire “cos’è sta roba?!”. E noi siamo passati in questo modo “traumatico” a fare il concerto nel pub dove io suonavo e cantavo a Motala in Svezia con gli Stratovarius! È stato proprio un passaggio temendo! Però c’è anche molta nostalgia di quei tempi della scuola!

So che ami internet e la tecnologia e sei sempre attento al mercato discografico. Come pensi che tutto questo possa influire sul music-business?
No io odio internet! Ma amo la tecnologia a livello di hardware eccetera! Ovviamente la tecnologia ha portato bellissime e bruttissime cose allo stesso tempo. Per noi in questo momento più svantaggi ma ad esempio con Luca Turilli’s Dreamquest è stato un vantaggio per farsi conoscere. Per una band come i Rhapsody e le band affermate questo ovviamente è più un danno. Però posso dire che noi abbiamo dei “trucchi” per premiare la persona che compra veramente il cd. È una cosa che abbiamo iniziato con questo album ma che porteremo avanti e che penso ci farà guadagnare un 10% in più di gente che compra realmente il cd. E questo per combattere la pirateria. Alla fine il vero fan vuole avere la migliore versione possibile. È un po’ come piratare un film come “Avatar” e guardarlo su un monitor a 13”… è abbastanza penoso! Mentre noi vogliamo che chi il cd lo compra davvero abbia qualcosa in più. Ad esempio la Nuclear Blast ha fatto uscire questo digibook di 36 pagine! È pazzesco! Ma questa è davvero una forma di rispetto verso chi il cd lo compra davvero.

Ok Luca, ti ringrazio! L’intervista è finita, chiudi come preferisci e se vuoi saluta i lettori di heavy-metal.it!
Assolutamente! Salutiamo tutti i lettori di heavy-metal.it e ci diamo appuntamento on stage!

Già, è dai tempi degli Stratovarius che non vi vediamo qui!
Mamma mia! Quello sì che è stato uno dei più grandi errori che potessimo fare! A quel tempo non avevamo neanche il nostro ingegnere del suono e non avremmo mai dovuto fare un tour come band “di spalla”! In quel momento Limb ci consigliò di non andare in tour da soli ma quella situazione ci ha un po’ rovinato perché non avendo il nostro suono, i nostri sample…e non puoi trattare una band come la nostra come un semplice gruppo chitarra-basso-batteria. E infatti nel tour dopo da headliner la gente diceva “ah adesso sono migliorati!”. In realtà suonavamo sempre alla stessa maniera ma avevamo il nostro entourage! Mi ricordo di quel tipo biondo con la cresta da punk che ci faceva da “ingegnere del suono” mentre beveva…è stato terribile (ride, ndPerf)! E da quella volta odiammo la situazione “da band di supporto”! Ed era stato un tour lunghissimo! Però son cose che ti rimangono dentro ma dopo tanti anni le esorcizzi e ci ridi sopra!

E questa è davvero l’ultima battuta!

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