Live Club, Trezzo sull’Adda (Milano)
11 Aprile 2012

Serata speciale al Live Club di Trezzo. Tornano i Rhapsody Of Fire, per la prima volta, dopo circa 15 anni, orfani del mastermind Luca Turilli. Di supporto due valide band italiane: Kaledon e Bejelit.

*Bejelit*

BEJELIT
Quando gli aronesi Bejelit salgono on stage, il pubblico del Live Club non è ancora molto numeroso ma c’è comunque una discreta presenza di ragazzi assiepata davanti al palco.
Come anticipato nella nostra intervista, i Bejelit, nel poco tempo a disposizione, propongono solo pezzi tratti dall’ultimo album “Emerge”. Si parte con The Darkest Hour, che è anche l’opener del disco, brano articolato ma dal forte impatto, ottimo per scaldare subito il pubblico. Il suono non è perfetto, si ha una migliore acustica allontanandosi dal palco. Poco male: i Bejelit offrono una prestazione compatta e convincente, nonostante qualche piccolo problemino tecnico.
We Got The Tragedy è un brano che rende decisamente meglio dal vivo, complice un’esecuzione molto sentita da parte della band, ma è sicuramente la song Emerge che ha infiammato il pubblico, grazie ad un chorus vincente e alla carica del frontman Privitera, coadiuvato dagli altri musicisti.
La scanzonata Dancerous scatena i ragazzi presenti al Live Club e chiude uno show più che discreto da parte dei Bejelit, che ricevono i meritati applausi dal pubblico.

Setlist:

  • The Darkest Hour
  • Fairygate
  • Emerge
  • We Got The Tragedy
  • Dancerous

 

*Kaledon*

KALEDON
I Kaledon possono definirsi una band ormai storica nel panorama italiano, attivi dalla fine degli anni ’90. Questo tour coi Rhapsody Of Fire rappresenta per loro una grande occasione o, se non altro, un gradito premio alla carriera. Infatti la band presenta al pubblico la loro prima antologia, da poco in tutti gli store musicali.
I nostri sono fieri fautori di un intransigente power europeo dalle tinte fantasy, che in qualche modo li potrebbe accomunare alla main band della serata.
Si parte con In Search Of Kaledon, dal primissimo album della band, tipico inno e manifesto del gruppo. Rispetto ai Bejelit, l’acustica migliora leggermente e anche l’audience lentamente, ma costantemente, si prepara al concerto principale aumentando sempre più.
Forti del supporto del pubblico, i Kaledon propongono quindi brani tratti da tutti i loro album, come la tellurica Clash Of The Titans, dal coro decisamente epico, o la metallica Desert Land Of Warriors, davvero convincente dal vivo.
C’è anche spazio per Steel Maker, l’unico inedito del nuovo best of “Mightiest Hits”, brano power con ampi stralci melodici, nel pieno stile del gruppo.
Lo show si chiude con The New Kingdom che, come afferma lo stesso frontman Marco Palazzi, è uno dei brani (se non il brano) più conosciuto dei Kaledon. Pezzo dal sapore decisamente helloweeniano, trascina il pubblico fino alla fine.
Missione compiuta, quindi da parte dei Kaledon che vengono salutati calorosamente dai ragazzi presenti al Live Club.

Setlist:

  • In Search Of Kaledon
  • Clash Of The Titans
  • Steel Maker
  • Desert Land Of Warriors
  • Surprise Impact
  • The God Beyond The Man
  • The New Kingdom

 

*Rhapsody Of Fire*

RHAPSODY OF FIRE
Si spengono le luci e si diffonde l’intro Ad Infinitum che annuncia l’entrata in scena dei Rhapsody Of Fire. Il locale è quasi del tutto pieno ed è alto l’incitamento del pubblico.
Tour particolare, quello dei Rhapsody Of Fire, per il supporto dell’album “From Chaos To Eternity”. Il primo tour senza il membro fondatore Luca Turilli, dopo il recente slipt che di fatto ci ha consegnato due “band Rhapsody”. I nostri hanno ereditato il suffisso “Of Fire” e si presentano sul palco col consolidato duo Staropoli-Lione, assieme agli impeccabili fratelli Holzwarth alla sezione ritmica e ai nuovi Tom Hess e Roberto De Micheli alle chitarre.
Lo show si apre proprio con la title-track dell’ultimo disco, brano epico e maestoso nel pieno stile della band. L’acustica non è al massimo, specie se paragonata con l’ultima recente esibizione della band in terra meneghina. Si rivela comunque più che sufficiente e l’affiatamento che dimostrano fin da subito i nuovi musicisti è sorprendente.
I Rhapsody Of Fire hanno un vastissimo repertorio di classici da cui attingere per i propri show: seguono l’epica Triumph Or Agony, davvero imponente e maestosa, che vede il pubblico protagonista nel coro, e la nota Unholy Warcry, che richiama la magica atmosfera del “Live In Canada”.
Anche la più recente Lost In Cold Dreams riesce a catturare il pubblico grazie al suo mood malinconico e a un’ottima interpretazione di Lione. Land Of Immortals fa invece sobbalzare tutto il Live Club: inno storico del power metal sinfonico, tratto dal mitico “Legendary Tales”, che non ha certo bisogno di presentazioni!
Dal primo album si passa nuovamente all’ultimo, con Aeons Of Raging Darkness, brano feroce, caratterizzato da una ritmica forsennata e impreziosito da un’ottima prova di Staropoli alle tastiere. The March Of The Swordmaster fa cantare tutto il pubblico grazie al suo coro davvero travolgente e alle sue melodie medievali.

“Mi sentite bene??? Io non mi sentirò più perché ora voi mi sovrasterete!”

Si scatena Dawn Of Victory, indubbiamente uno dei brani più amati dei Rhpasody Of Fire, che dal vivo fa sempre sfaceli grazie ad un coro davvero azzeccato e una prestazione sentita da parte di tutta la band.
Altro hit rhapsodiano, The Village Of Dwarves, brano praticamente immancabile dalle setlist dei nostri, in grado di far danzare la folla grazie alle sue atmosfere a cavallo tra la musica medievale e la musica celtica. Davvero coinvolgente!

*Rhapsody Of Fire*

“Dedichiamo questa canzone a Christopher Lee!”

Momento clou per il sottoscritto, l’esecuzione di The Magic Of The Wizard’s Dream, ballad strepitosa che ha visto su disco la star hollywoodiana Christopher Lee duettare col nostro Fabio Lione! Davvero fantastico il coro di questo brano e superba l’interpretazione di Lione, che deve modulare la sua voce per raggiungere le note più basse cantante da mr. Lee.
Dopo cotanta maestosità, il pubblico ha modo di scatenarsi con Holy Thunderforce, altro brano amatissimo e dirompente che fa impazzire la folla! Si chiude quindi la prima parte di show.
Dopo una brevissima interruzione, i Rhapsody Of Fire tornano on stage con la veloce e cattiva Reign Of Terror: e anche stavolta un Lione strepitoso che si destreggia, con sorprendente naturalezza, tra screaming e clean vocals. L’anthemica Knightrider Of Doom termina la prima trance dei bis.
Dopo pochissimi minuti di pausa parte uno dei binomi in assoluto più amati dai fans dei Rhapsody Of Fire: Epicus Furor / Emerald Sword. Probabilmente l’apoteosi del concerto, con tutto il Live Club a cantare assieme alla band! Scrosci d’applausi, urla e cori! Il concerto di fatto termina qui (gli ultimi due pezzi hanno fatto più da outro che parte integrante della setlist). Ancora una volta, a distanza di pochi mesi, un’altra grande prova dei Rhapsody Of Fire che, benché privi del carismatico Turilli, hanno dimostrato tutta la loro voglia di continuare a suonare nel migliore dei modi. Altro bel concerto!

*Rhapsody Of Fire*

Setlist:

  • Ad Infinitum / From Chaos To Eternity
  • Triumph Or Agony
  • Unholy Warcry
  • Lost In Cold Dreams
  • Land Of Immortals
  • Aeons Of Raging Darkness
  • Drum solo
  • The March Of The Swordmaster
  • Dawn Of Victory
  • Bass solo
  • The Village Of Dwarves
  • The Magic Of The Wizard’s Dream
  • Holy Thunderforce
  • Reign Of Terror
  • Knightrider Of Doom
  • Epicus Furor / Emerald Sword
  • Act VI: Erian’s Lost Secrets
  • Heroes Of The Waterfall’s Kingdom

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