Dietro al progetto ‘A Tribute To The Lamb Lies Down On Broadway’ si celano musicisti di indubbio spessore artistico come il cantante/batterista Nick D’Virgilio (Spock’s Beard), e volponi del music business come il produttore e ingegnere del suono Mark Hornsby (Ricky Martin, Steve Winwood, Foreigner…). L’intento comune, invece, è quello di “appropriarsi” di un classico dei seminali Genesis (il concept ‘The Lamb Lies Down On Broadway’ del ’74, appunto) risuonandolo per intero con fattezze, arrangiamenti e suoni moderni.
L’operazione è imponente, vuoi perché si parla di oltre venti canzoni, vuoi perché è un pezzo della storia del progressive rock che viene preso in esame, vuoi perché di solito, cose di questo tipo, sono assolutamente ostracizzate dai fan della band originale. Eppure…

Eppure, il progetto Rewiring Genesis funziona e la sua formula va ben oltre l’essere semplice e spassionato tributo discografico fine a se stesso. D’Virgilio e soci, se da una parte palesano rispetto infinito per le composizioni degli inglesi, dall’altro rifanno proprie alcune strutture musicali e rendono meno seventies l’intera opera: l’alone che si perde è quello tipicamente fumoso e quasi vintage dei ’70, mentre il suono acquista una nitidezza che è figlia del suo tempo e si crogiola tra i risvolti di un rock vellutato e dai risvolti “musical” che oggi fatica a trovare spazio all’interno dei canali mainstream. Vanno via, così, veri e propri inni come ‘In The Cage’, dal crescendo vorticoso, e l’iniziale title track, fondamentalmente un compendio di rock progressivo in cui si miscelano senza soluzione di continuità classe, fantasia e talento puro. Ovviamente, in pieno 1974, materiale sonoro di questo tipo sanciva su scala internazionale il successo di una compagine superlativa, ancora oggi accreditata come una delle formazioni più influenti della storia della musica rock. Nel 2009, la versione dei Rewiring Genesis di ‘The Lamb Lies Down On Broadway’ vuole, per l’appunto, ricordarci di questo capolavoro, e nel farlo utilizza linguaggi ed espressioni sonore proprie, non dissimili dagli originali ma nemmeno troppo lontani da essi.

L’operazione è coraggiosa, forse rischiosa, ma assolutamente riuscita e questo, a conti fatti, è quello che più importa.

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