A distanza di cinque anni da quello che fu “The Cuckoo Clocks of Hell” ed un cospicuo campio di line –up, Carlo strappa e soci tornano a far parlare di loro con “Non Voglio Morire”, full-lenght “d’avanguardia”, per un gruppo come i Resurrecturis.

“Non Voglio Morire” si presenta confezionato in un favoloso digipack contenente anche un bonus dvd del il video di “The Fracture” (compresi making of e photogallery) e dell’esibizione live del “Fuck the Commerce IX”, registrata in Germania nel 2006.
Svariati i temi e i generi che i marchigiani vanno a toccare, arma a doppio taglio e importante tallone d’achille ,tanto che a me sembra che i Resurrecturis abbiano smarrito la retta via…

Veniamo dunque al disco:nella prima parte ascolterete i pezzi più serrati e violenti a cui succederanno tracks più melodiche e cadenzate. “Non Voglio Morire” si apre, infatti, con un succulento death-grind ( “The Origin”, “Fuck Face”, “Corpse Forever” ), smagrito da intramezzi groove e melodici intervalli, per poi sfociare in un gothic metal corredato dalla bella voce di Gloria Strappa (“The Artist”) in puro stile Paradise Lost- Moonspell. Un arpeggio solitario ci rispedisce senza entusiasmo in un purgatorio composto da violenza e clean-vocals, accoppiata di non facile digestione;il cantante Jonas, però, non delude, facendo apprezzare la sua versatilità soprattutto in queste occasioni.
L’ascolto procede con “Calling Our Name”, ballad heavy/thrash sulle tracce dei Metallica.
Alessandro Vagnoni, noto già per gli Infernal Poetry, esibisce dietro le pelli, potenza ed esperienza.
La sintesi del progetto Resurrecturis è rappresentata da “The Fracture, ed è facile quindi capire perché è stata scelta come traccia-video.
Da citare , anche la melanconica “In Retrospective”, con cui i nostri si congedano. Qui la chitarra di Carlo Strappa culla la passionale interpretazione dell’ospite Gjergji Kora.

Concludendo, un lavoro ben strutturato ma piuttosto migliorabile.
Le influenze sono ancora troppo marcate e hanno la meglio sulla personalità;la troppa eterogeneità può – come nel mio caso- essere interpretata come il riparo verso corre chi non ha molto altro da dire.
Nel complesso, comunque, “Non Voglio Morire” si fa ascoltare piacevolmente anche da chi resta fedele alla –vecchia- linea.

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