Sono poche le band in circolazione in grado di vantare un biglietto da visita della caratura di quello offerto dai Reckless Tide. La giovane formazione tedesca, infatti, si presenta all’esordio su Armageddon Music con all’attivo soltanto un EP autoprodotto che gli ha permesso di calcare, prima ancora del vero e proprio debutto discografico, un palco prestigioso come quello del W:O:A. Come i più bei sogni, però, anche quello di chiunque stia pensando a “Repent Or Seal Your Fate” come un prodigio del thrash o ai RT come qualcosa di rivoluzionario si cancellerà non appena consumati i primi ascolti del lavoro in questione.

La proposta musicale dei sei ragazzi teutonici può essere assimilata ad un connubio tra il diretto thrash di stampo americano di band come Testament ed Exodus e quello più studiato, artificiale e veloce di moderni act della scena come Terror2000 o Machine Head. Nonostante l’inizio promettente con brani convincenti come “Self Destruct” o “Damned For Now And Nevermore” i buoni propositi vengono presto soffocati da un songwriting monocorde e dalla prolissità che porta il gruppo a sfornare un album ricco (14 brani per la durata di quasi un’ora) ma allo stesso tempo zeppo di episodi evitabili senza i quali, forse, la fatica avrebbe acquistato un altro valore. A piacere, nelle tracks di ingresso, è uno stile fresco e veloce concretizzato da un guitar riffing essenziale ma abbastanza piacevole. La semplicità strutturale dei brani e l’utilizzo della voce cristallina di Kjell Hallgreen al fianco di quella più aggressiva, ma scontata ed inefficace, di Andrew Troth sono croce e delizia del lavoro. Se da un lato, inizialmente, impressionano positivamente per quanto riescano a giovare all’assimilabilità delle composizioni, dall’altro la prevedibile sistematicità e la monotonia con cui queste soluzioni sono riproposte in serie fanno scivolare in un’anonima sufficienza ROSYF.

Una produzione più che buona ed un bell’artwork non aiutano a risollevare le sorti di un lavoro che potrà anche colpire gli appassionati del thrash più attuale e moderno ma, se si esclude qualche sporadico episodio, lascierà piuttosto insoddisfatti o indifferenti chiunque altro vi si accosti.

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