Il Karma ci parla, ragazzi. Bisogna solo imparare a recepirne e interpretarne i messaggi. Che sarebbe stata una serata dai risvolti vari ed eventuali l’avevo intuito solo dalla marca del navigatore del mio amico Giagguaro: GARMIN. Che ci ha fatto fare un giro dell’hinterland Varesotto che aveva dello psichedelico, per usare un eufemismo.

Locale sito in un’area che sa di posto in cui i Marsigliesi regolano i conti, ampia possibilità di parcheggio circostante, il Land of Live è stata una piacevole scoperta, sia per la struttura in sè (ampio palco, ampia platea, bancone bar che non intralcia l’acustica) che per la cordialità del personale che vi lavora.

Giagguaro ed io giungiamo che il concerto era già in corso da mò. Le informazioni a mia disposizione erano le seguenti: Bad Boys, noto tributo alla candida serpe, on stage con la partecipazione straordinaria di Mr. Reb Beach. Orario previsto per l’inizio del concerto 21,30. All’ingresso, sento una voce a me familiare. Si trattava del buon Michele Luppi, che con la sua MLB (pensavo Major League Baseball, ma poi ho realizzato Michele Luppi Band :-P) ha aperto le danze della serata. Avevo già previsto una scarsa affluenza allo show: nonostante la consistente pubblicità dell’evento, con il supporto di Whitesnake Italia, purtroppo, essendo stato organizzato il tutto di mercoledì e avendo visto già parecchie volte che dei concerti ormai alla gente ben poco gli frega, il mio pronostico ha trovato conferma. Platea molto calda, partecipazione totale, ma penuria numerica.

Faccio in tempo a sentire giusto un paio di canzoni della MLB, e per completezza di informazione, ne riporto qui di seguito la setlist, gentilmente trascritta a mano dal cantante:

– rocking the paradise (Styx)

– I will carry you (Los Angeles)

– feel alive (Strive)

– Caroline (Los Angeles)

– heaven’s on fire (Kiss)

– I must be blind (Los Angeles).

La MLB performance è seguita da un rapidissimo set change, e dall’ingresso sul palco dei Modenesi Bad Boys, che contrariamente alla maggior parte dei tributi Whitesnake in circolazione, hanno una line-up già di per sè con due chitarre. Iniziano con Burn, e tra me e me penso “fico, come il Live in the Still of The Night“! La presenza di Reb e della sua fida Suhr non fa che ispessire un già robustissimo sound, e mi prende un infarto nel sentire il secondo pezzo in scaletta, Bad Boys: “vuoi vedere che ‘sti pazzi si sparano tutta la setlist del celeberrimo DVD?”. Qualche problema tecnico legato alla strumentazione di Reb, prontamente tamponato, non impedisce alla band di proseguire nello show, e con il terzo brano tiro sia un sospiro di sollievo che un morsichino al labbro: Crying in the Rain smentisce la mia tesi, ma mi fa dimenare come un polpo. Reb Beach, ad ogni modo, non è solo Whitesnake: voialtri chitarristi pippaioli, fans e appassionati vari lo sapete bene, del resto. Collaborazioni con Clapton, Bob Dylan, Daltrey, Chaka Khan, Howard Jones, Twisted Sister, l’incontro con Kip Winger, il periodo Alice Cooper, Dokken. Ed è appunto dei Winger la canzone successiva, Headed for a Heartbeak.

Reb è approdato in Italia il martedì della stessa settimana, ed è stato davvero piacevole vedere come la band fosse perfettamente compatta ed amalgamata nella propria performance, pur ospitando sul palco un artista di quella caratura. Nessun tipo di esitazione o di grossolanità dovuta ad emozione od emotività. Su gli scudi per i Bad Boys, macchina schiacciasassi dalla professionalità degna di nota.

Di tanto in tanto, a dare il proprio contributo in termini di ottave, all’ottimo Fabio Dessi si aggiunge anche Luppi, che da bravo mattatore, rende la performance ancora più variegata. Si riparte quindi con Fool for Your Loving, seguita da In my Dreams dei Dokken, Love ain’t no Stranger, Tooth and Nail dei Dokken, Slow n’ Easy, Seventeen dei Winger, Slide it In, Madalaine dei Winger, Gimme all your love, Here I go again, e poi la consueta Still of The Night a conclusione del concerto. Tutto scorre liscio, singalong a manetta, scapellamenti, esecuzioni musicali, a parte qualche piccola imprecisione, davvero notevoli. E specifico musicali per un unico motivo: per doveri di cronaca, mi sento costretta a sottolineare alcune lacune evidenziate dal laudandissimo Luppi che, partecipando alla performance dei Bad Boys, su Slow n’ Easy, Here I go Again e Still of The Night ha cannato più di una parte dei testi, particolare peraltro riscontrabile tramite il video di Still of The Night postato su youtube, in cui persino Reb, notando la tuppa, rivolge il proprio sguardo verso il cantante.

Il concerto volge al termine con applausi a scroscio e soddisfazione palpabile. Il buon Reb, dopo essersi dato una sistematina, si reca al bancone del bar, e sorseggiando un cocktail, firma autografi, sigla copertine di cd vari, chiacchiera e scherza coi suoi fans con un bel sorrisone stampato sulle labbra, come sempre del resto. Mi resta tuttavia il rammarico di non aver potuto assistere a una delle sue clinic, a causa di impegni miei e distanze non proprio favorevoli.

Un grazie di cuore a Reb, ai Bad Boys e alla MLB per la bella serata, e arrivederci alla prossima!

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