Che sorpresa ritrovarmi questo demo nella cassetta delle lettere! I lombardi Razzle Dazzle sono infatti una band proprio della mia zona, che ho avuto la possibilità di vedere più di una volta dal vivo (specie al mitico MotorockAs) quando ancora si esibiva con il vecchio moniker Spectra. Nuovo nome più “sleazy” e primo demo quindi per i quattro rockers, o forse dovrei dire glamsters, che fin dalla copertina dove campeggiano due belle bionde cotonate dimostrano una grande passione per le band e le sonorità che resero inimitabile la scena rock’n’roll degli ’80. Musicalmente i punti di riferimento vanno dagli imprescindibili Crüe di “Too Fast for Love” agli Hanoi Rocks più aggressivi, ma devo dire che di sicuro i richiami più forti vanno (e la cosa, in effetti, può suonare un po’ insolita!) nientemeno che ai Pretty Boy Floyd, in particolare per quanto riguarda le vocals e gli arrangiamenti delle canzoni! Il demo è composto di 7 tracce più una bonus track fantasma: escludendo quest’ultima (una ballad acustica non esattamente imperdibile..), le rimanenti canzoni sono una botta di vita dopo l’altra, che pur con qualche giro a vuoto riescono a coinvolgere e a mettere decisamente di buon umore. Gli episodi più riusciti sono senz’altro la frenetica opener “Burning Alive” (caposaldo anche delle performance live), la più personale “On the Edge” (belle le “2 voci” sul ritornello… e vogliamo parlare poi dell’intro?), la divertentissima “The Day After” (chi di voi non è mai trovato in una situazione simile? ;)) e la conclusiva, metallica “Nothing to Lose”. Abbastanza bene anche gli altri brani, ovvero “Mr. Know It All”, “Bad Boys” (dal riffing molto Motörhead) e la Crüe-iana “H.O.T.”, anche se in queste ultime forse vi è forse qualche ingenuità di troppo che va talvolta a spezzare il ritmo. Ad ogni modo, il mio giudizio è certamente positivo, e sono sicuro che i difetti dai quali non è esente questo demo (vocals a volte poco convinte e soprattutto qualche “lungaggine” di troppo) saranno senz’altro risolti nei prossimi lavori. In conclusione vorrei complimentarmi con i Razzle Dazzle soprattutto per la scelta di suonare un genere tutto sommato non troppo diffuso fra le giovani band italiane, il che è un peccato se i risultati sono di questo livello. Play it Loud, Mutha!

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