Un’ottima opera, l’ennesima. Inviso ai calunniatori da “clan del vero metallaro”, inviso a chiunque denigri una popolarità immensa e conquistata sul campo, il nuovissimo DVD della popolarissima band tedesca si piazza, pesante e monolitico come la musica dei suoi autori, sullo stomaco di chiunque tenti di scrutare, invano, il difetto di turno per buttarlo giù. Un’uscita completa, esaustiva e mai noiosa che possiede tutte le caratteristiche desiderate da un fan all’acquisto di un’opera video.

Un supporto video contenente quattro episodi tratti da altrettanti concerti scelti nel tour mndiale del duemilacinque, custodito da un lussuosissimo digipack ed accompagnato da un compact disc live. Nimes, Brixton, Toxyo e Mosca i teatri scelti per immortalare le proprie esibizioni sul palco. Gesti calcolati, quasi meccanici che danno un senso di perfezione assurdo. Il fulcro del lavoro è costituito dal concerto tenutosi in Francia presso Les Arenes, che costituisce il capitolo più ricco dell’opera riportando, in maniera integrale, il film dell’intera serata. Un palco allestito alla grande, in cui nessun particolare è lasciato al caso, a partire dal sapore metallurgico ed industriale che suggerisce. Un telo che va via e smette di celarlo ed il riffone iniziale di ‘Reise, Reise’ che introduce, da una lugubre porta centrale, la figura sempre più ingombrante, complice grasso e presenza, di un Till Lindemann in perfetta forma ed accolto come un vero e proprio idolo. Da qui in poi è puro spettacolo per un pubblico che non fa nulla per nascondere il proprio gradimento. Appendici che supportano i musicisti in movimento, episodi pirotecnici messi in scena dalla band stessa, siparietti ed un filo di ironia beffarda che cosparge l’intera performance. In tutto questo, la musica non soffre: mai una sbavatura, mai un segno di cedimento per una band che, a quanto pare, trova la sua dimensione ideale proprio sul versante live. E’ così che viene proposto un repertorio ben assortito con brani che partono da “Herzeleid” e finiscono a “Reise, Reise”. Ce n’è per tutti i gusti ed i ragazzi non si risparmiano tentando di dare un perchè alla serata e provando, in ogni istante, di riservare il colpo che non ti aspetti. E’ così che si registrano esibizioni memorabili come quella di “Los”, eseguita in versione completamente acustica con i sei musicisti raccolti in un fazzoletto di palco. Il resto è spettacolo, puro, genuino, talvolta volutamente barocco a voler esaltare l’anima della band. Un’anima presente, tangibile e vomitata in faccia ai presenti con le esecuzioni memorabili di “Links 2,3,4”, “Feuer Frei”, “Du Hast” o “Ich Will”. In questo scenario, ad arricchire il tutto, suoni perfetti ed una regia che spia nei meandri della scena per cogliere tutto ciò che accade, facendo sentire lo spettatore da divano al fianco dei propri beniamini teutonici. I contenuti rimanenti sanno di ulteriore zuccherino a un acquirente già pienamente sazio, partendo dalla già citata riproduzione sonore della tappa francese, passando per le testimonianze audiovisive nel resto del globo. Si parte dalla regia volutamente nervosa e nevrotica di Brixton, passando per l’accoglienza calda del pubblico nipponico, fino alla sortita nel freddo Russo. Ancora una volta, qui, l’accoglienza è da eroi nel corso della riproduzione di un brano particolarmente sentito dagli indigeni come “Moscow” che costituisce solo una parte dello speciale dedicato alla permanenza della band in terra moscovita.

“Volkerball” è uno di quei lavori che lascia soddisfazione, emoziona, induce a sorridere per la sua capacità di non tradire le attese andando, talvolta, anche oltre. Pulito, preciso e curato come pochissimi altri, quello in questione è un acquisto consigliato a chi amava, ha amato e ama la formazione tedesca e a tutti coloro riservino dubbi sui racconti degli entusiasti reduci dalle live performance dei nostri. Da avere.

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