I Rain sono una compagine storica del nostro panorama heavy metal, sebbene il “successo” per loro sia arrivato decisamente tardi e in particolare con gli ultimi due lavori rilasciati. Dopo quasi trenta anni, comunque, e con una line-up profondamente rinnovata i nostri sono ancora in ballo e il loro nuovo ‘Dad Is Dead’ è qui per testimoniarlo.

Il sesto CD della band si segnala innanzi tutto per gli abbandoni degli storici Alessandro Tronconi e soprattutto Luciano Tattini, colonne portanti dei precedenti dischi assieme al chitarrista Amos, al bassista Gianni Zenari e al batterista Andrea Baldi. I due vengono rimpiazzati da musicisti molto giovani e pimpanti che riescono a garantire ai Rain l’attitudine tipicamente rock’n’roll che è ormai riconosciuta loro ovunque, complice ovviamente un lavoro davvero ispirato e coinvolgente come questo in esame. Lo stile della band è fondamentalmente ancora incentrato su un hard rock metallico che sfocia spesso e volentieri in puro street rock d’annata, per l’occasione registrato in maniera divina da Gabriele Ravaglia (Fear Studio). Ogni singola traccia trasuda passione e sudore a profusione spingendo parecchio su tempi medio/veloci e testi al solito molto alcolici/irriverenti: ‘Love In The Back’, ‘The Party’ e ‘Mr. 2 Words’ ne sono ottimi esempi ma un po’ tutto ‘Dad Is Dead’ si comporta bene da questo punto di vista. Il CD dimostra sin dai primi ascolti di possedere una gran botta e non penso impiegherà molto tempo a conquistare i tanti fan della compagine, anche coloro che si aspettavano il peggio dopo la rivoluzione in line-up.

Chiude, splendidamente, la cover ‘Rain’ dei The Cult che vede la partecipazione di lusso di Steve Sylvester e Freddy Delirio dei Death SS.

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