Cari amici di Heavy-Metal.it, quello che mi accingo a recensire è uno dei ritorni discografici più attesi: sto parlando dei Rage. Dopo aver pubblicato nel 2004 il sensazionale album “From The Cradle To The Grave”, i Rage, una delle icone del metal teutonico ritorna con il proprio ventunesimo album, un numero che merita rispetto, un segno di longevità che non è stato minimante scalfito dai problemi di line-up. Quest’album è un ulteriore passo in avanti nella continua evoluzione musicale del gruppo. Le indiscusse capacità tecniche della “nuova” line-up formata da Victor Smolski (ex membro dei Mind Odissey), Mike Terrana (membro della band di Axel Rudi Pell) ed all’eclettico fondatore Peter “Peavy” Wagner al basso ed alla voce, giungono alla loro finale consacrazione in quest’ultimo album, in cui il gruppo dà un seguito al disco del 1996 “Lingua Mortis” facendolo “rinascere a nuova vita”.
Basta ascoltare le otto parti di “Suite Lingua Mortis”, un vero capolavoro di melodia, tecnica, rabbia ed atmosfera realizzato con la collaborazione dell’orchestra sinfonica della città di Minsk, per farsene un’idea. Dopo quest’autentica overdose di sinfonicità l’album riprende in pieno il tipico “Rage” style con “No Fear” (che è stata inserita nella colonna sonora del psycho-thriller “Ludger Fall”), “Soul Survivor”, “Full Moon” (che il gruppo ha deciso di registrare in quattro lingue diverse per inserirle come bonus track nelle edizioni speciali dell’album), “Kill Your Gods”, “Turn My World Around”, “Be With Me Or Be Gone” ed infine “Speak Of The Dead”, delle autentiche mazzate sonore che, con i loro riff potenti e progressivi, richiamano molto i fasti delle ultime produzioni del guppo. Se qualcuno aveva pensato che i Rage non avrebbero potuto dare un dignitoso seguito a dei capolavori come “Unity” o “Windchaser”, si dovrà ricredere ascoltando quest’ultima creatura generata da quell’essere visionario ed eclettico che risponde al nome di Peavy, splendidamente assistito da quella macchina infernale di Mike Terrana e dal talentuoso ed insostituibile Victor Smolski.
Questo è un album che chi ama la musica con la “M” maiuscola non può non avere. “Tremate, tremate, i Rage sono tornati. Ed ora non c’è n’è più per nessuno!”.

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