Cos’è la musica per me? Cosa mi dà?

Le risposte a queste due domande sono parecchio mutevoli. A volte la musica è un’amica che ti accompagna ovunque, altre volte una sconosciuta che all’improvviso bussa alle tue ‘recchie nelle situe più disparate: quando sei in giro per negozi, o quando qualche tamarro con otto casse Rotterdham nel baule sfreccia per strada, noncurante del velox cento metri più in là. Quando ti capita per le mani un disco da recensire, o dopo un concerto, e qui diventa cosa ben più impegnativa ma comunque, sempre piacevole. Capita poi anche che il tal big promoter ti chiami straincazzato, minacciando querele perchè hai osato scrivere un articolo cento per cento rispecchiante la realtà, e allora diventa un grattacapo. Così come quando vieni tirata in mezzo a questioni di cui non hai nessuna responsabilità per via di un pezzo “scomodo” che non hai scritto tu, e il tal artista se la prende a morte perchè non hai la bacchetta magica e non è in tuo potere cancellare un pasticciaccio di Via Merulana che lo riguarda. E allora ti viene voglia di imbracciare l’acustica, suonare quei tre accordi, e intonare il grido di battaglia di Ruggero De Ceglie.

Cara Laurè, ‘sto mondo è marcio come tutti gli altri ambienti, se non di più. Per una soddisfazione che avrai, preparati a due / tre delusioni o rotture di maroni di varia natura. Gran bel bilancio! Ma chi te lo fa fare? Chiudi bottega e chi se ne frega! Ti arriva poi l’ennesimo invito su FB per un concerto, e proprio quando sei lì lì per schiodare il creatore dalla croce per farci un discorso conciso e molto poco cordiale, qualcosa ti dice ‘spetta un momento va là, leggi un pò. “STRAEVIL”. Cazzo è? Vediamo chi te lo ha mandato. Ah, il Bix. Eh certo, lui sì che è un cattivone! Deh, vediamo di capirci qualcosa… : “…memorial intitolato ad Enrico Farina…”. Creatore, per oggi ti è andata bene, ci risentiamo poi uno di ‘sti giorni, chè adesso ho da fare qualcosa di serio.

Con Rocco e la sua Giulietta arriviamo ad Asola alle 18 e qualcosa. Il tempo di trovare il luogo esatto, un parcheggio vicino, e ci siamo. Dove? In un cortile di una scuola, uno spiazzo considerevole organizzato con un gran bel palco coperto, e a nemmeno venti metri un’area ristoro degna di una festa del patrono cò li contro, anch’essa coperta in caso di maltempo. Bancarelle, stand per i vari merch, calcio balilla, servizi igienici e omini in rosso per la sicurezza di tutti. Ai due lati del palco, dei roll-up neri con impresso un faccione che da lontano sembra quello di un maxi cricetone; poi avvicinandomi capisco, mi faccio una ghignata, chiedo scusa e saluto il padrone di casa: ciao, Enrico… . E così tutto ‘sto casino è per te, eh? Se il tuo ricordo ha lasciato nei tuoi amici una scintilla così vivida da renderli in grado di mettere in piedi ‘na cosa così, devi essere stato proprio un grande… Io il tuo faccione l’ho già visto comunque… ma dove??? Ah ecco sì! Su una maglietta di Bix! Quella che indossa a quasi tutti i suoi concerti per averti sempre con lui… . Chissà adesso dove sei… con chi sei… magari conosci la mia Chiara e il Davide… secondo me sì: noi, che vediamo la musica come un ponte tra i nostri due mondi, siamo tutti una grande famiglia.

Vediamo un pò chi è stato invitato a trastullarti: Blowjob, Spidkilz, Superhorrorfuck, Love Machine, Trick or Treat e DGM. Ok, tre su sei li conosco. Ma se conosco bene chi ha pensato al bill, non credo che queste band siano state chiamate a caso. Forse ognuna di loro è stata scelta pensando a un particolare lato del tuo carattere, o ricordando qualcosa che ti piaceva a livello musicale. Già dai nomi dei gruppi, credo di poter evincere che sei una persona di spirito, a cui piace la compagnia e la goliardia, ma che all’occorrenza, dimostra di avere degli ideali saldi e dei valori a cui mai verrebbe meno. I Blowjob mi suggeriscono una certa qual tua inclinazione per la spensieratezza, gli Spidkilz che sei comunque uno deciso e gnocca-oriented, i Superhorrorfuck pongono l’accento sui tuoi momenti di follia, i Love Machine il tuo attaccamento, in qualche modo, alla tradizione, i Trick or Treat il motto di Coelhana memoria conservatevi pazzi e comportatevi come persone normali” e i DGM la tua capacità di dare tutto per quello in cui credi.

Una trentina di persone che cantano e suonano, in qualche modo, di te. E in qualche modo, ti si respira nell’aria. Ma si sa, noi da questa parte, abbiamo bisogno di aggrapparci a qualcosa, non basta un profumo, un ricordo, una sensazione. Non basta mai. Perchè tu sei stato qui, cazzo, e alcune persone dicono che sembra solo ieri dall’ultima volta… . Ma c’è gente che addirittura non ha mai visto la tua faccia, se non il 20 Giugno 2015 sotto forma di roll-up. E non va bene. Ed ecco quindi un proiettore con delle immagini che parlano di te. La pioggia? Una gran rottura di maroni, ma questa è la tua festa, e chi ti vuole bene è qui, chi non ha avuto il piacere di conoscerti è qui lo stesso perchè ha capito, apprezzato, condivide e appoggia cosa c’è dietro a ‘sto Straevil Fest.

Alla una e mezza mi scasso due panini con la salamella, e stanca ma felice, ripongo l’acustica nella custodia: serate come queste mi fanno capire che non è ancora il momento di dire vaffanculo.

GRAZIE, ENRICO.
ALLA PROSSIMA.

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