“Rage For Order” e’ il primo grande album dei Queensryche. Gia’ i due lavori precedenti (l’ep “Queensryche” ed il full lenght “The Warning”) avevano mostrato delle indubbie qualita’, ma e’ solo nel 1986, con questo RFO, che i ‘ryche mostrarono le loro vere potenzialita’.
Gli 11 brani che compongono quest’opera sono infatti delle perle rare, decisamente avanti rispetto alla data di pubblicazione. Questo fatto rese il disco difficilmente catalogabile (io nel genere ho messo Heavy metal, ma non rende molto…) e all’epoca RFO non fu del tutto capito… Tuttavia era inevitabile che un capolavoro di questo calibro venisse prima o poi a galla ed infatti, piu’ avanti nella carriera dei ‘ryche, ci sara’ una riscoperta di questo album e delle sue atmosfere glaciali. Gia’, glaciali, perche’ il sound che permea in tutti i quasi 50 minuti del disco e’ freddissimo, e inevitabilmente l’ascoltatore viene invaso da una sensazione di gelo… Attenzione, pero’! Questa sensazione non e’ dovuta alla freddezza dell’esecuzione o al distacco degli artisti, ma e’ un effetto voluto, reso soprattutto dall’utilizzo massiccio dell’elettronica. La voce di Tate e’ poi ormai matura e la sua interpretazione e’ semplicemente perfetta, e sposata all’elettronica e al suono delle chitarre rende il lavoro una lama gelida che penetra a fondo ed emoziona come pochi altri dischi fanno…
Come rimanere indifferenti di fronte ad un brano come “The killing words”, uno dei migliori del repertorio dei ‘ryche, emozionale come pochi altri? Come non rimanere intrappolati dalle melodie di “I dream in infra red”? Per non parlare delle incredibili atmosfere di “Neue Regel” (che anticipano un po’ quello che avverra’ su “Operation:Mindcrime”) oppure delle sperimentazioni elettroniche mozzafiato di “Screaming in digital”. Ma e’ un peccato lasciare da parte la dolcissima tristezza di “I will remember”, o la carica di “Surgical Strike”, per non parlare delle ritmiche dell’opener “Walk in the shadows”. E’ davvero difficile scegliere dei brani da citare quando un lavoro e’ cosi’ affascinante da prendere anche nei pezzi a prima vista meno riusciti, come “Gonna get close to you”, ottantianissima cover di un brano di Lisa Dal Bello… E a questo punto tanto vale terminare il lavoro e citare anche la maniacale “The whisper”, la rabbiosa “Chemical youth (We are rebellion)” e la romantica “London”…
E vogliamo poi parlare dei testi? Semplicemente stupendi… RFO contiene una manciata di brani sulla relazione di coppia tutt’altro che banali, ma e’ soprattutto l’abbozzo di un concept sul binomio tecnologia/rapporti umani (pare infatti che RFO avesse dovuto essere un concept album ma, poiche’ la casa discografica non gradiva, il risultato fu di pubblicare un “concept a meta'”) a catturare per la sua profondita’.
Insomma, con il loro terzo lavoro i ‘ryche tirarono fuori un disco immenso!! In seguito verranno abbandonate le sperimentazioni e verranno pubblicati il loro apice creativo assoluto “Operation:Mincrime” ed “Empire”, successo commerciale dotato di una grande classe. Le sperimentazioni di RFO verranno poi riprese e approfondite su quell’album bellissimo che e’ “Promised Land” (che molti considerano migliore di O:M, non io pero’), ma questa e’ un’altra storia…

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