A scanso di equivoci, il terzo CD degli Psycroptic è un ottimo prodotto ma non è, certamente, quel capolavoro che in molti si attendevano dall’efferato combo neozelandese.

Dopo un disco letteralmente pauroso come ‘Symbols Of Failure’, i nostri ridimensionano in parte la complessità generale della propria proposta rimanendo comunque all’interno dei confini del brutal death ipertecnico. Oggi, però, sono meno palesati i riff convulsi e maniacali dei precedenti lavori, il drumming di Dave Haley si fa “meno” inumano e, soprattutto, il cantato di Jason Peppiat diventa abrasivo e nevrotico. Questo, forse, il vero punto opinabile del prodotto, laddove sonorità di questo tipo prediligono da sempre vocals in growl. Detto questo, ‘Ob(servant)’ rimane comunque un CD di categoria superiore, in cui si incontrano la brutalità ossessiva (Suffocation), un’incredibile verve tecnica (Necrophagist, Spawn Of Possession) e delle aperture “melodiche” che ne spezzano il clima iperteso. Episodi emblematici come ‘Slaves Of Nil’ o l’iniziale titletrack si presentano da soli, con un’infinità di soluzioni che si rincorrono con fare nevrotico ma incredibilmente logico.
Un lungo (quasi cinquanta minuti di musica) piano sequenza che fotografa la band alle prese con un lavoro leggermente più accessibile dei suoi predecessori, diverso soprattutto per un approccio alle vocals che probabilmente a molti non piacerà…

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