Gli Psychotron arrivano da Stuttgart, Germania, e forti di una nuova e più stabile line-up giungono alla registrazione di questo “Open the gate” demo costituito da dieci pezzi di power/thrash metal che in più di un’occasione fanno venire in mente gruppi del calibro di Testament, Nevermore e Slayer. Interessante è la registrazione del demo in questione: i brani sembrano, infatti, uscire da un vecchio disco di thrash metal anni ottanta e l’opener e title track “Open the gate” n’è la dimostrazione in quanto riesce a miscelare sapientemente, attraverso riff rocciosi e devastanti, sonorità tipiche della band di Chuck Billy con passaggi più heavy che si avvicinano in alcuni frangenti agli Iced Heart più datati. I cinque tedeschi si rivelano essere musicisti preparati e soprattutto i due chitarristi, Matze Braun e Kai Huissel, riescono a comporre decine e decine di riff spacca sassi mentre Matze M., vocalist della band, arriva a passare da un cantato molto vicino a quello di Araya degli Slayer a un cantato più morbido e delicato che ben si fonde con le parti più atmosferiche e melodiche del disco. Non troviamo un solo secondo di pausa all’interno di questo demo, “God nihil” e “The ticket (to insanity)” si susseguono senza un attimo di respiro, forti dei loro riff thrash che assieme alla sezione ritmica di basso e batteria si rivelano esaltanti e davvero heavy. Tutti i brani presenti all’interno del disco si snodano quindi attraverso queste sonorità; nota di merito alla lunga e cadenzata “Closing doors” (caratterizzata da un solo iniziale molto grezzo) e alle devastanti “Lightbringer” e “Necromantia (welcome to the dead)” che con i loro riff ricordano i Nevermore e i già sopraccitati Slayer. Termina l’album “Instrumental”, finalmente un attimo di riposo per le mie orecchie dopo quasi un’ora di massacro sonoro: quest’ultimo pezzo è una delicata composizione per due chitarre classiche che a mio avviso riesce a concludere degnamente questo splendido demo mostrando come il combo tedesco sia in grado di suonare anche musica dolce e melodica e non solo thrash veloce e devastante. In definitiva ci troviamo davanti un ottimo lavoro, speriamo che gli Psychotron riescano a trovare al più presto un’etichetta che li distribuisca perché questo dischetto farà sicuramente le gioie dei thrashers più accaniti. Nota di merito alla produzione, limpida e cristallina, e al gruppo per aver curato anche l’aspetto estetico di questo “Open the gate” realizzando un booklet davvero ben fatto e originale.

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