Ragazzi che album! Prendiamo un 80% di Stone Temple Pilots per l’ispirazione,
un 10% di Nickelback, un 5% di nu metal e il rimanente 5% di Oasis
e avrete questi Primesth.
Io adoro gli Stone Temple Pilots ma trovavo la band troppo triste e pessimista.
Bene, i Primesth ereditano da loro tutto eccetto la tristezza.
Suonano molto più vivaci, allegri e spensierati. Le canzoni sono state costruite
per entrarvi subito in testa e mettere in loop il cd nello stereo.
Quest’album se finisse nelle grinfie di MTV finirebbe per vendere milioni di copie,
data l’alto livello commerciale del lavoro. Ogni canzone è un potenziale hit single e dato che
sono stati già pubblicati 2 singoli, presumo si voglia puntare proprio al passaggio dell’album nelle radio.
La band è assolutamente di valore e potrebbe far parlare molto di sè;
segnalo I’m Stupid (Don’t worry ’bout me), che è uno dei 2 singoli pubblicati. Un brano lento con un ritornello
assolutamente da hit. Altri pezzi di rilievo sono In My Head e From The Inside. Even The Score (No one else) rasenta il plagio
per quanto assomiglia a una canzone degli Stone Temple Pilots.
Ogni brano è ottimo da mettere come sottofondo musicale per dei momenti di intimità con il proprio partner. Effetto assicurato con She.
Album assolutamente consigliato per chi ha amato o ama il rock venato di grunge alla Stone Temple Pilots, lo consiglio
comunque a tutti. Un disco che si fa ascoltare e riascoltare senza difficoltà, con dei ritornelli tanto incisivi che memorizzerete e
canticchierete senza neanche rendervene conto.
Tanto per farvi capire meglio molti brani sono stati o prodotti o mixati da gente come Andy Wallace (Linking Park, Nirvana, System Of A Down) e
Tom Lord-Age (Limb Bizkit, Weezer, Marylin Manson).
Uno dei miei album rock del 2002.

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