“Mutation Of The Wooded Creatures” è il primo lavoro su lunga distanza dei Presences, già all’attivo con due demo e un mcd. In questo nuovo album sono presentate sei nuove canzoni, due estratte dal demo “The Last Lord Of Frozen Mountain” e una riregistrazione di “In The Abyss Of The Wood” del precedente EP. Quello che dispiegano i Presences in questo loro percorso musicale è un black metal di vecchio stampo, dove riff stregati e pungenti vengono addolciti da tastiere dal suono oppiaceo, talvolta quasi ambient. Questi due caratteri, fondendosi, danno vita a melodie a metà fra la vita e il sogno, che emergono per l’aspetto onirico, sfuggevole e rivelatorio, canzoni che sono delle perfette visioni di “presenze” appunto, chiamate a testimoniare da luoghi lontani. Uno degli aspetti che sembra convincere di meno in tutto l’album è la voce, che nello scream appare a volte forzata. Questo, se da una parte intensifica l’angoscia trasmessa da questi brani, dall’altra rischia di rendere troppo ruvide melodie che di per sé emergono per il carattere intimo-meditativo e non per trasmettere rabbia o violenza. Il risultato migliore è invece raggiunto nei momenti più distensivi, nelle pause rallentate dove è possibile ascoltare con maggior nitidezza la sinfonia tragica e lirica di queste anime al contatto con la Natura, con gli elementi e con la propria coscienza. Un lavoro che quindi, a parte qualche piccolo difetto, appare già buono sul piano compositivo e inventivo, capace di mostrare l’abilità di creare sinfonie molto personali e sognanti. La produzione non è delle migliori perchè rischia di appiattire un po’ i singoli strumenti, soprattutto la batteria, nei momenti di maggior pathos, ma sicuramente non influenza troppo negativamente il risultato. I Presences sono riusciti a comporre una poesia-preghiera molto efficace come mezzo per viaggiare nei meandri della propria psiche e riuscire così ad avvicinarsi alla natura, ai suoi misteri e alle sue leggi. Un piacevole lavoro .

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