Nel corso del mio operato giornalistico in ambito metal, ho avuto la fortuna di imparare tantissimo da questo mondo meraviglioso, unico ed in continua evoluzione. Tuttavia non mi sono comunque mai approcciata allo Stoner Metal. Un genere che resta comunque affascinante sotto molti aspetti, controverso per altri,  ricordando che la parola stoner deriva da “stoned” che tradotto dall’inglese significa “fumato” o “in stato allucinogeno” come meglio si vuole interpretare. Questo genere nasce nei primi anni ’90 negli Stati Uniti, da un sottogenere dello psichedelic rock e dell’acid rock, con gruppi come i Kyuss, Karma To Burn, Monster Magnet, Nebula, Orange Goblin e Sleep. Nel metal è necessario fare un’ammenda ritornando indietro nel tempo negli anni sessanta e settanta,  ricordando che i primissimi Black Sabbath come i Blue Cheer e gli Howking,  furono da ispirazione e da perfetto trampolino di lancio per le band createsi in seguito, hanno approcciato questo sistema.   Quando mi arriva tra le mani il cd di questa band italiana, ovvero i PREHISTORIC PIGS non ho potuto fare a meno di ascoltarli cercando di immedesimarmi negli stessi musicisti, per capire il contenuto di questo album.

“WORMHOLE GENERATOR” titolo di questo disco firmato PREHISTORIC PIGS, è un’altro degli ottimi prodotti del 2012 riusciti della Moonlight Records, nota etichetta discografica di Parma. Come vogliono le buone regole dello stoner, questo album viene registrato a livelli alti di tecnica con ritmo lento ma preciso, distorsioni crude con accordature basse, e un basso elettrico potente con un’ottima vibrazione. Worhmhole Generator è un viaggio interstellare ai confini della realtà visiva fino ad entrare in quella dove le immagini caleidoscopiche fanno da padrone. Un percorso tortuoso, uno sludge di saliscendi continuo a ritmo sostenuto quasi interminabile, intenso, preciso, profumato. I Prehistoric Pigs, graffiano sulle corde quasi in maniera convulsa, facendo vibrare l’anima e regalando bei suoni che nonostante la lunghezza e l’estrema lentezza non annoiano per nulla.  Un album ben fatto e ben registrato sotto la buona stella Moonlight che offre a questa band davvero unica nel suo stile e nel suo genere, di uscire fuori dal buio e riempirsi di nuovi colori e trasformazioni musicali mantenendo comunque le proprie radici.

 

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