A distanza di un solo anno dal debut “Secrets of Life” tornano sul mercato i Platitude; piccolo cambio di line-up rispetto al primo album, con l’ingresso dell’enigmatico Wachen (visitare il sito ufficiale per credere) ma nessun cambio nella sostanza del gruppo e ciò risulta essere sicuramente un male. Se in un debut si tende ad essere (almeno da parte mia) un po’ più magnanimi, nei dischi successivi si pretende per forza sempre qualcosa di più da un gruppo. Certo, loro sono pur sempre dei giovanissimi, ma se le premesse sono queste dubito che riusciranno mai a sfondare.
I motivi? La classica, semplice, banale reiterazione della formuletta “power + prog metal” che ormai da metà dei ’90 ci viene proposta, anzi, propinata da decine di gruppi. L’originalità non dev’essere per forza un obbligo, e infatti molti gruppi sono riusciti a tirare fuori dal cilindro dischi pregevolissimi durante questi anni, ma la personalità, il carisma e il feeling sono invece parametri a mio avviso fondamentali nel giudizio di un disco. E in questi campi i Platitude di “Nine” falliscono su tutta la linea, o quasi.
Non falliscono sulla produzione (ma quanto può incidere un ragazzo di 20 anni in un disco fatto uscire per un’etichetta ottimamente avviata?), non falliscono nemmeno sul cantato di Erik che rispecchia quanto già fatto sentire nel debut. Ma non c’è una canzone che ti faccia nascere l’impulso di riascoltarla, non c’è una canzone che ti fa drizzare le orecchie, a parte forse la sola “Falling” che qualcosa fra bridge e ritornello riesce a comunicare. Eppure è tutto perfettamente al suo posto. L’assolo di chitarra lì, il doppio pedale qua, la partenza con le tastiere laggiù. Ma il tutto gelido come un cubetto di ghiaccio in una fredda serata danese.

Sinceramente, io non sento davvero la necessità di un disco del genere, se poi voi avete già spolpato la discografia di tutti i gruppi che si ritengono comunemente importanti per la scena power/prog e proprio avete necessità di sentire qualcos’altro, penso che i Platitude possano piacervi. Ma io dico no, grazie. E lo dico con la morte nel cuore, perchè mi spiace sempre stroncare qualche gruppo, per di più se giovani e volenterosi, ma davvero non sarei onesto nè con voi, nè coi Platitude, nè tantomeno con me stesso se dessi un voto anche solo un po’ più alto.

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