Pubblicato nel 1971

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MEDDLE, uscito il 5 novembre del 1971 sempre per la EMI, fu il raccoglitore storico che diede alla luce due brani importantissimi per l’era floydiana, ovvero One of these Days e Echoes. Questi due brani crearono poi la suite contenuta nell’album.

TRACCIA PER TRACCIA:

One of These Days la prima traccia, apre il disco con la giocata delle vibrazioni del basso di Waters che venne collegato ad un’unità di Echo Brinson che diede all’album quel tocco ancora più denso, cupo e il più psichedelico possibile, grazie anche all’utilizzo dei primi sintetizzatori. Con il primo brano, l’idea era quella di ricreare una cavalcata sperimentale con tanto di vento in tempesta , con l’inserimento delle virtuosità della chitarra di Gilmour eseguendo una vera e propria danza psichedelica con il vento in questione insieme a Wright e al suo sintetizzatore. All’interno del pezzo è inserito un estratto dalla sigla del telefilm inglese Doctor Who.   Waters ha definito One of These Days come una “valutazione toccante della situazione sociale contemporanea”. Gilmour ha dichiarato che considera la canzone come il pezzo più collaborativo mai prodotto dal gruppo.

Segue il secondo brano A Pillow Of Wind, la tempesta si è calmata quindi Gilmour può dare sfogo alla sua chitarra acustica utilizzando una serie di lap steel guitar ovvero il pedale collegato alla chitarra che crea quell’effetto di allungamento della nota. A pillow of wind è una canzone d’amore, cosa piuttosto singolare nello stile floydiano che tratta ben molto poco l’argomento “amore”.  Il pezzo inizia e termina in MI maggiore, con una parte centrale più oscura (in corrispondenza del verso “and the candle dies” – ‘e la candela muore’) in MI minore. Sia l’accordo di MI maggiore che quello di MI minore aggiungono una nona, rendendo questa canzone uno dei molti pezzi dei Floyd.  Secondo Nick Mason, il titolo della canzone deriva da una possibile mano del Mahijong, il gioco del quale la band si era appassionata durante le sue tournee’ caratterizzati da un accordo di MI minore con l’aggiunta della nona. Nel testo si parla anche di un “eiderdown” [piumino]. Altre due canzoni dei Pink Floyd fanno riferimento ad un piumino, Flaming di Syd Barrett e Julia Dreams di Waters. Il brano è così tradotto in italiano Un cuscino di venti.

Per quanto riguarda Fearless la terza traccia, è il momento di Waters che prende in mano la chitarra acustica e diventa il principale deterrente e compositore per questo brano, senza mai fare a meno del supporto di Gilmour. E’ importante ricordare che alla fine della canzone Waters inserisce il coro dello stadio dei tifosi del Liverpool che cantano “You’ll never walk alone..” (non sarai mai sola).

San Tropez, è il quarto brano, canzone in cui Waters esegue la prima parte degli effetti vocali e continua ad esibire i suoi effetti sonori per tutto il brano. La canzone fu scritta da Waters durante una breve vacanza in Francia, e lo portò in studio quasi completo.  La canzone riflette una visione idealizzata di ciò che un giorno potrebbe accadere in questo luogo; il protagonista, cullato per tanto tempo da tutte le comodità che gli offre il comune francese, decide di chiamare la moglie, rimasta a casa, per comunicargli il suo ritorno. Quindi la canzone, anche se in modo velato ed ermetico, critica il lusso dei luoghi vacanzieri, poiché, se troppo sfruttato, può portare alla noia. Il brano viene costruito su un ciclo di accordi su cui vengono costruiti due assoli di due strumenti differenti: il primo, posto a circa metà del pezzo, consiste in un duetto fra il pedal steel guitar,  mentre il secondo, più lungo e collocato alla fine, è un’improvvisazione di pianoforte.

Il quinto e clamoroso brano è Seamus. Clamoroso, perché durante il corso della registrazione fu utilizzato per la prima volta un vero cane in carne ed ossa, che si occupò di eseguire gli ululati. Il cane, una femmina di Borzoi di nome Nobs, che apparteneva a Madona Bouglione, (la figlia del direttore circense Joseph Bouglione) è stata portata in studio, per fornire l'”accompagnamento” di ululati al posto di Seamus. Si può udire anche un basso acustico nella registrazione, probabilmente sovrainciso durante il mixaggio della colonna sonora del film.E’ bene ricordare che, a differenza degli altri brani, Seamus è un pezzo totalmente in chiave blues.

Middle chiude la sua suite, con un brano che divenne uno dei più celebri in assoluto, vale a dire Echoes. Echoes è il brano più lungo del disco, 23 minuti e 31 secondi che occupano praticamente tutto il lato B del vinile. Inizia con una nota di pianoforte acuta (Si) e ripetuta varie volte (l’effetto è la nota d’eco di un sonar, ottenuto mediante il passaggio del segnale dello Stainway di Richard Wright in un Leslie. In tutta la composizione predomina un’atmosfera eterea e onirica e anticipa senza dubbio il fulcro di The dark side of the moon. La suite è un insieme di diverse parti composte dai quattro componenti della band in modo autonomo e poi assemblate. Originariamente doveva essere divisa in due parti: The Son of Nothing e Return of the Son of Nothing. Successivamente il titolo fu cambiato in Nothing parts 1-24 ed infine il definitivo Echoes. Il brano parla di due vicende: la storia di un uomo che guardando il cielo mentre pensa ad una persona che ama (per alcuni la sua donna, per altri egli si sta rivolgendo a Dio) si chiede da dove provenga la vita, e la storia stessa della Genesi del mondo. Dopo qualche minuto inizia la prima strofa, la quale richiama subito un senso di “congelamento del tempo” <<Sospeso sopra le nostre teste, l’albatro rimane immobile sull’aria…”>>  e di meditazione sull’origine di tutto ciò che ci circonda <<…E nessuno ci ha mostrato alla terra, e nessuno conosce i dove o i perché…”>>. Come Dark side of the Moon, anche Echoes sembra essere collegato ad un film di Stanley Kubrick, ovvero Odissea nello spazio 2001. Echoes è stato pubblicato tre anni dopo l’uscita nelle sale del film e stranamente, la sua lunghezza è di 23 minuti e 31 secondi, proprio come il segmento finale di 2001, dal titolo “Giove e oltre l’infinito”. I vocalizzi presenti nel finale di 2001 sembrano coincidere con le vibrazioni dei bassi nel mezzo di “Echoes”, così come il glissando corale del finale.

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CURIOSITA’:                                                                                                                Il nucleo originario dell’album furono 24 abbozzi di tracce di cui nessuno dei membri della band sapeva bene intuire il possibile sviluppo. A questa matassa di suoni fu dato il nome di “Nothing, Parts 1-24”. Il messaggio di minaccia in “One of These Days” (la voce è quella del batterista Nick Mason) si ritiene indirizzato a Jimmy Young, dj dell’emittente “Radio 2”. David Gilmour affermò che questo brano nacque da alcuni suoi esperimenti realizzati con un’unità di delay di fabbricazione italiana (Binson Echorec 2). La stessa origine ebbe “Echoes”. Roger Waters prese alcuni degli abbozzi realizzati da Gilmour con il Binson, e li provò al basso. Da qui nacque l’intelaiatura del brano, il celebre riff di basso. La sezione centrale fu invece realizzata mediante un ampli HH dotato di vibrato. Gilmour settò il vibrato e il delay più o meno sul medesimo tempo, con un leggerissimo scarto tra i due, ma vibrato e delay finivano per ricongiungersi, poiché il battito del delay procedeva con un incremento di 3/4. Gilmour suonò il basso sulla base ritmica così ottenuta registrandolo su un nastro trattato poi con l’aggiunta dei piatti. Nella parte iniziale il basso è suonato da Gilmour e Waters. L’assolo indemoniato alla fine di “One Of These Days” è il primo di Gilmour con la Lap Steel Guitar, una chitarra che si tiene in grembo oppure su un piedistallo, come una tastiera, e si suona esclusivamente con una barretta metallica. Le corde sono infatti molto distanti dalla tastiera per permettere all’esecutore di non toccare in ogni caso i tasti quando appoggia la barretta sulle corde. Gilmour non si trovava a suo agio con la slide, cioè col ditale metallico infilato in uno delle dita della mano sinistra, e la Lap Steel gli risolse tutti i problemi quando aveva bisogno del tipico portamento della slide. Lui e Steve Howe sono i due grandi esecutori di Lap Steel in ambito progressive.

MEDDLE, fu l’album che diede alla storia il brano Echoes il capolavoro per eccellenza e con esso concluse una parentesi travagliata per la band, che dopo la pubblicazione di Meddle si confermò nei primi posti nei primi posti delle classifiche mondiali e si chiusero in studio per Obscured by Clouds e il celeberrimo Dark side of the moon.

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