Ci sono voluti più due anni per la realizzazione di questo nuovo capitolo della storia dei Pink Cream 69, una pausa più lunga di quella a cui ci avevano abituato precedentemente e dovuta esclusivamente ai problemi di salute del chitarrista Alfred Koffler (infiammazione ai tendini). Ristabilitosi l’axeman e con una nuova etichetta alle spalle vede ora la luce questo ottimo “Thunderdome”, undicesimo lavoro in studio di questa prolifica band, sostenitrice da sempre, come del resto molti altri gruppi tedeschi e nord europei, di un mix di hard rock e di metal melodico sempre ben realizzato ed estramamente efficace.

L’album, com’è facilmente intuibile dall’affermazione precedente, non si discosta molto dai precedenti lavori e ripropone la solita formula ormai più che rodata. Quello che sorprende sempre è però come i Pink Cream 69 sappiano muoversi in un ambito così inflazionato con una freschezza che molti altri act ignorano del tutto riuscendo a riproporre ad ogni lavoro una manciata di brani sempre incredibilmente convincenti.
Impossibile infatti restare indifferenti davanti all’incandescente cavalcata di “Gods Come Together” o alla più cadenzata ma ugualmente esaltante “Carnaby Road” o alla melodica “Shelter” (che ricorda gli Harem Scarem più sostenuti) o ancora alla ispirata “Another Wrong Makes Right”. E c’è ancora spazio per altre ottime interpretazioni, come l’immancabile ballad “That Was Yesterday” (che vede la partecipazione al piano di Günther Werno, dei connazionali Vanden Plas) o la divertente “My Sharona”, cover dei Knack e dimostrazione di come si possa sempre rimanere fedeli ad un brano originale pur imprimendo in maniera evidente il proprio marchio.
Più che ottima la produzione, ad opera del bassista del gruppo Dennis Ward, impeccabile l’opera del chitarrista (e non solo in fase solistica) ma assolutamente devastante quella del vocalist David Readman (e sarebbe il caso di smetterla di dire che questo è l’ex gruppo di Andi Deris dal momento che, personalmente, il suo sostituto è anche meglio).

Insomma, che altro dire? Chi già conosce i Pinkies può tranquillamente inserire nella propria lista degli acquisti futuri anche questo disco perchè vale sicuramente i soldi spesi, chi invece ancora non ha avuto modo di apprezzarli si faccia avanti, scoprirà uno dei migliori act di class metal attualmente in circolazione.

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