Ciao Pier! Grazie dell’ospitalità, iniziamo subito… Cosa ci puoi dire sull’ultima uscita discografica dei Necrodeath?

Pier: Ciao! “Age Of Fear”è una raccolta che ha uno scopo ben preciso, ovvero quello di fare pubblicità alla band in America. La nostra etichetta, (la Scarlet n.d.a), da pochi anni collabora con un’altra etichetta americana che ci ha richiesto un greatest hits per poterci finalmente presentare negli States. Questa raccolta contiene inoltre tre inediti, “Queen Of Desire”, che abbiamo denominato di versione onirica, ed è stata riarrangiata e posta su una base di pianoforte suonato da Botys Beezart dei Godyva, altro guest oltre a Giorgia dei Mastercastle che duetta con Flegias; il secondo inedito è la cover degli Slayer  “Black Magic” ed il terzo “The Theory” in versione live.

Come è nato e chi si è occupato dell’artwork?

L’autore è Pierre Alain D., un artista francese che ha iniziato a collaborare attivamente con la Scarlet. Il disegno che troviamo in copertina lo abbiamo visto nel suo repertorio e ci è piaciuto subito, ci è sembrato anche diverso dal solito.

Parlando invece di materiale inedito? Avete qualcosa di nuovo in cantiere a seguire “Philogenesis”?

Si, in realtà abbiamo già consegnato un album di inediti che vedrà luce tra ottobre e dicembre! Sarà un album interessante che conterrà un po’ di tutto, ma al momento non posso dire niente di più!

Come siete messi riguardo al tour?

Direi bene! Abbiamo fatto un po’ di festival estivi in giro per l’ Italia e ci stiamo piazzando bene per l’autunno, visto che tra ottobre e novembre stanno venendo fuori una quindicina di date estere.

Sbaglio o quando entrasti nella band eri più che altro un turnista?

Sisi è vero! Quando entrai era per il tour di 100% Hell dove dovevo sostituire Andy che a sua volta aveva sostituito Claudio e fu una bellissima esperienza suonare per circa venti date di supporto ai Marduk!

Ormai comunque mi sembri integrato alla perfezione…

Si, ormai possiamo sicuramente dire che faccio parte ufficialmente di Necrodeath…

I fans come hanno visto il tuo inserimento a sostituire un pilone portante della band come Claudio?

Guarda, questa è stata una cosa che mi ha dato molta soddisfazione perché andare a prendere il posto di un fondatore che è stato anche un po’ l’immagine del gruppo è una responsabilità verso i fan che però mi hanno accettato positivamente, anche perché mi sono sempre impegnato molto sia live che in studio.

Ho letto anche che hai studiato fagotto! Come mai questo strumento?

Il fagotto fu una scusa per entrare al conservatorio e prendere un diploma… In seguito ho preso anche il diploma di solfeggio e mi sono trovato fin bene visto che il mio insegnante aveva uno stile molto moderno…

Beh, potreste inserirla qualche linea di fagotto nei Necrodeath… (ironicamente n.d.a.)

Se lo dico a Peso magari lo inserisce, lo effettiamo un po’… Ci penseremo dai ahah!

Come vi è venuta l’idea di ristampare il vinile di “Into The Macabre”?

Penso sia nel suo piccolo il “Dark Side Of The Moon” dei Necrodeath e ci sembrava giusto per i fan dare la possibilità di avere anche il formato in vinile, visto che la prima edizione è oramai molto rara da trovare. Abbiamo così ristampato lp che è andato sold out e ne stiamo dando in stampa una seconda edizione! Stavamo inoltre pensando di creare una specie di versione deluxe con altri elementi in aggiunta…

Parliamo un po’ delle tue innumerevoli collaborazioni, iniziamo con Pino Scotto. Come è andata l’esperienza con lui?

Pino è un grande personaggio! Dietro al suo atteggiamento un po’ provocatorio si cela poi una gran persona. Ho avuto modo di sentirlo telefonicamente dopo la nostra collaborazione per altre mille faccende e sono state cose che mi hanno fatto piacere!

Come vi conosceste?

Ebbi modo di incrociarlo diverse volte a Rock Tv e poi con il progetto Metal Gang. Un giorno poi, dopo una data al Mephisto mi disse che stava preparando un disco con diverse partecipazioni e mi chiese se volevo essere presente anche io… Accettai e registrai per lui il brano “Nunù”.

Quest’anno sei uscito anche sul best of dei Labirinth, in che rapporti sei rimasto con loro?

Sono finito anche li perché hanno “riesumato” due pezzi in cui suonavo io… Per quanto riguarda i nostri rapporti abbiamo avuto modo nel tempo di chiarirci e adesso è molto più serena la vicenda.

Come avvenne la tua uscita dalla band?

Alla fine fu una mia scelta perché ad un certo punto erano usciti dei comunicati che il gruppo era fermo ed a me stare fermo come avrai capito non mi piace molto, inoltre c’erano delle esigenze o delle restrizioni che non potevo suonare in altri gruppi e così ho deciso di prendere un’altra strada. Nello stesso periodo mi capitò il contratto per i Mastercastle e si rifece vivo Peso perché i Necrodeath erano di nuovo senza un chitarrista!

Con Mastercastle secondo me hai avuto modo di metterti in gioco in prima persona visto che è un progetto tuo ed uscirete presto con il terzo album!

Sta andando molto bene ed è stata veramente la prima scommessa dove ho messo la faccia. Sono stato molto soddisfatto del responso che abbiamo avuto!

Un buon responso contando che nel metal la voce femminile è purtroppo spesso sinonimo di scetticismo…

Sicuramente si, abbiamo scommesso anche sulla voce molto bella di Giorgia ed è andata bene. Ho voluto creare qualcosa di diverso senza dover sempre ricorrere alla collaborazione di qualcuno, così abbiamo tirato su un gruppo nostro.

Come mai nei booklet mancano le foto del vostro batterista Alessandro Bissa?

Semplicemente per questioni riguardanti piccole restrizioni con le sue band, però è parte integrante del gruppo sia in sede live che in studio.

Avete qualche data in programma?

Si con l’arrivo dell’inverno abbiamo in programma qualche data qui in Italia, tra cui anche la nostra Genova! Sto gestendo anche delle date in Lombardia e spero presto di poter figurare in qualche festival!

Ci parli del progetto “Embrace the Sun”?

“Embrace the Sun” è un doppio cd con brani di gruppi scelti dalla nostra etichetta, la Lion Music, di cui tutti i proventi andranno devoluti in favore della croce rossa giapponese! Siamo molto contenti di essere stati inseriti in questo progetto!

Tra l’altro mi sembra che del Giappone hai sempre portato ottimi ricordi!

Sisi senza dubbio! Ci sono stato due volte a suonare con i Labyrinth e mi ha sempre dato l’idea di un posto dove la gente si dà da fare ed è perbene; inoltre lì il concerto è sempre visto come un grande evento e le persone non sono maliziose come qua in Europa… Abbiamo anche registrato un live, “Live In Tokio”!

Tra il primo “The Phoenix” ed il secondo “Last Desire” si trova già un differente tipo di sound… Come sarà il prossimo?

Nel primo era presente più metal neoclassico influenzato molto dalla mia passione per Malmsteen, mentre nel secondo è più vivo l’hard rock con qualcosa di sperimentale nelle parti soliste. L’ultimo invece io lo definirei Heavy Metal classico con la voce femminile. Siamo comunque contenti di essere stati definiti originali in generi già ripercorsi da molti, grazie appunto alla voce aggressiva di Giorgia che da un tocco particolare ai nostri brani.

Che rapporti avete con l’etichetta Lion Music? Vi trovate bene?

Si ci troviamo molto bene, anche perché sin da subito hanno investito su di noi, un po’ a scatola chiusa se vogliamo perché non sapevamo come sarebbe andata e poi ci lasciano completa libertà sui tempi di creazione del materiale.

Il nome Mastercastle da cosa nacque?

Parlando con Giorgia si cercava qualcosa che rappresentasse un po’ entrambi e lei tirò fuori “master” come se fosse riferito a me che gestisco e registro e “castle” perché ricordava molto i castelli molto belli che aveva visto in Scozia. Il progetto era nato in quel periodo in cui ero fermo dai Labyrinth e sentendo Giorgia, con la quale avevo già collaborato, le dissi che avevo sempre ascoltato molto metal neoclassico dove le voci maschili erano talmente strozzate da sembrare quelle di una donna, il punto era trovare una donna con la voce grintosa e lei coincise in pieno. Abbiamo registrato quattro pezzi che abbiamo mandato alla Lion Music e ne sono rimasti molto soddisfatti.

Come vi comportate per la scrittura dei pezzi?

Solitamente funziona che la maggior parte dei brani partono da una mia idea chitarristica su cui poi Giorgia lavora con delle voci provvisorie ed infine andiamo ad ottimizzare, prima tutta la melodia e le liriche e poi passiamo il pezzo più o meno impostato a Steve e Bix per gestire le loro parti. Poi ci sono stati un paio di lenti che ha scritto Steve o degli strumentali su cui abbiamo lavorato prendendo farina del mio sacco.

In casa Necrodeath invece che meccanismo generale avete?

Con i Necrodeath generalmente tutto parte da un’idea di Peso dalla quale insieme a me tiriamo fuori un’impostazione di base… Anche qui ci sono molte eccezioni con tanti testi scritti da Flegias o molte parti composte da Gianluca.

Ritornando ai Mastercastle ci puoi dire su quali tematiche vertirà il prossimo album ed il titolo?

Il nuovo album si chiamerà “Dangerous Diamonds” e parlerà per l’appunto del diamante come oggetto ricercato che vede molte sfaccettature negative come ad esempio lo schiavismo.

Dove è stato registrato?

Anche questo è stato registrato nei miei studio e poi lo abbiamo mixato a Roma negli studi di Giuseppe Orlando. Per la masterizzazione invece ci affidiamo, anche per i Necrodeath, a Simone Mularoni dei DGM, uno dei pochi fonici con cui mi trovo molto bene e che capisce quello che vuoi.

Mi parleresti anche degli altri tuoi due progetti con gli Athlantis e con gli Odyssea?

Si certo, è passato un po’ di tempo ma non è escluso che vengano fuori altre cose. Con gli Odyssea fu un altro progetto mio che mi diede molta soddisfazione visto che nacque per la voglia di mettere scritte alcune idee mie power metal e neoclassiche. Per quanto riguarda gli Athlantis risaliamo al 2001 e fu il mio primo lavoro in studio che comprendeva anche Steve e Wild Steel, con il quale collaborai poi sul suo disco “Wild Steel”. Non è comunque escluso un ritorno su questo progetto.

 

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