Il “Malleus Maleficarum” (trad. Il martello delle streghe) è un testo pubblicato nel 1486 dai frati domenicani Jacob Sprenger e Heinrich Institor Kramer, allo scopo di soddisfare l’urgenza di reprimere l’eresia, il paganesimo e la stregoneria in Germania. I deathsters olandesi Pestilence, con un debutto che ha tutto il sano sapore thrash anni 80, strizzano l’occhio ai primi Metallica e Slayer, anche se nel tardivo anno 1988 una tale composizione potrebbe sembrare stancamente ripetitiva. Al contrario, i Pestilence, di Enschede (NL) ma fortemente influenzati dal Bay Area Thrash, in questo Malleus Maleficarum ancora farcito di errori linguistici e di ingenuità, uniscono sapientemente la sonorità death della voce di Martin Van Drunen (dopo i Pestilence, anche negli Asphyx, nei Bolt Thrower e oggi nella all-star death band Hail Of Bullets), e un maggior approccio melodico, alle ritmiche serrate e agli assoli fulminanti dei predecessori americani.
Nonostante una suggestiva copertina in cui figura una miniatura medievale con probabili scenette di tortura, fa sorridere l’approccio piuttosto naif, come detto, agli aspetti più temibili della medicina in “Chemo Therapy” e “Bacterial Surgery”, tutti brani marcatamente thrash, ed a tematiche oggi ancora scottanti, quali le modifiche genetiche in “Antropomorphia”, decisamente demonizzate, seguendo la tendenza dell’epoca (vedi i Sepultura di “Biotech Is Gozilla”). Tuttavia va detto che, rispetto a molte bands contemporanee, i Pestilence si avventurano comunque verso testi più impegnati, trattanti anticonformismo, polemica sociale e antireligiosa, e verso territori musicalmente progressivi, come in “Osculum Infame”.
Oggi l’album esiste anche nella versione del 1998 di Displeased Records, che contiene i primi due demo, Dysentery (1987) e Penance (1988), per un totale di 18 canzoni.
Malleus Maleficarum è importante perché rappresenta il debutto di un gruppo che poi si evolverà, fino al 1994, per poi riunirsi nuovamente nel 2008, introducendo nella propria musica molti elementi nuovi, quali il jazz fusion.

Comments

A proposito dell'autore

Post correlati