Icaro. Figura mitologica dell’antichità Greca, figlio di Dedalo e di un’amichetta di Minosse. Fuori di testa come pochi, indossa le ali fetish fatte dal padre con cera e piume di beccaccione, che per il calore del sole si sciolgono, e gli fanno fare l’ultimo bagno a mare della sua vita. Comparso in diversi cartoni animati e videogiochi, ne hanno cianciato Iron Maiden, Emperor, i nostrani Domine, gli Angra. E nel 2011 ‘sti ragazzi del Maryland decidono di intitolare il proprio album con questo nome, rifacendosi al loro primo singolo, e integrando l’album con ben 3 remix dello stesso. Esponenti di spicco del genere djent, che sarebbe in parole povere, un’enorme sega mentale di matrice progressive metal, i Periphery qui cercano di coltivare in provetta un ibrido di zamauraggine e metal core ultra cattivo. Lodevole il tentativo di ricerca di qualcosa di nuovo, ma piuttosto claudicante l’esito. Icarus è complesso, troppi gli ascolti richiesti prima di arrivare ad una completa assimilazione, c’è chi lo definirebbe psichedelico, io lo rirengo piuttosto da psicofarmaci. Mentre le corde delle chitarre di Mansoor, Bowen e Bois definiscono ritmiche e riffs – laddove riconoscibili – che hanno dell’insostenibile nel bel mezzo di un sistematicissmo e costante caos, le corde vocali di Spencer Sotello impongono solenni inchini per i notevoli miglioramenti tecnici rilevabili. Viene tuttavia da chiedersi come mai per i remix non abbiano chiamato a fare da special guest la Kelly Rowland o non abbiano coinvolto in fase di composizione Gigi D’Ag In Tha House, oltre al senso generale di questo EP: tre remix, pezzi vecchi riarrangiati che lasciano un arido senso di ridondanza, e uno solo nuovo di pacca. Bho. Credo che anche i fan più affezionati dei Periphery siano rimasti con qualche punto interrogativo giacente tra le sinapsi. A mio avviso, un album assolutamente da evitare. Il 2012 segna l’uscita del nuovo Juggernaut, che non ho ancora avuto modo di ascoltare, ma che spero mi faccia tornare la forza di fare thumbs-up per questa band dal talento fuori discussione.

 

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