Interessante, ma anche molto particolare, questo split cd della Quasar Records… Quello che troverete in questo discho sono infatti poco piu’ di 62 minuti di musica di vario tipo, distribuita tra i Johar (20 minuti circa) e Paul Chain (quasi 43 minuti).
I Johar sono una giovane band che ci propone una musica ispirata al prog italiano degli anni ’70. Il loro sound mi ha richiamato alla mente, tanto per fare qualche nome, il Banco del Mutuo Soccorso, ma spesso i flauti (presenti in abbondanza) mi hanno fatto pensare anche ai Jethro Tull… Una proposta che ritengo nel complesso meritevole.
Non tutti i pezzi però mi hanno preso allo stesso modo (e un ascolto continuativo dei brani mi ha stancato, mentre un approccio “mordi e fuggi” ha dato risultato migliori), quelli che piu’ mi hanno colpito comunque sono stati “Ire”, ricco di suggestioni orientaleggianti, l’opener “7” (davvero molto settantiana) e “X cicle”, il brano che chiude la prima parte del cd e che ha un suono piu’ “moderno” rispetto alle altre composizioni del gruppo, pur rimandeno comunque molto “vintage”. Insomma, direi che questi Johar si presentano bene.

La seconda parte del cd (denominata “The Improvisor”) contiene invece 3 lunghi brani di Paul Chain registrati tra il 30 ottobre e il 1 novembre 1999 dal vivo in studio su un due tracce. Difficile definire un genere musicale per queste composizioni… “Before the war” e’ un brano dove un’insinuante e subdola elettronica fa da tappeto alla voce di Paul, con un’effetto parecchio straniante. E’ quasi impossibile riuscire a seguire con attenzione tutti i 14:21 di durata del brano, ma l’atmosfera creata e’ davvero intrigante, e trovo che questo pezzo sia perfetto per un utilizzo di “sottofondo” grazie alle sue componenti ambient e psichedeliche.
Nel successivo “Listening caos” l’elettronica lascia invece il ruolo da protagonista a forti componenti fusion. La lunga durata del brano (20:53) lo rende abbastanza inascoltabile per me, che alla lunga trovo un po’ indigeste queste sonorita’, tuttavia gli appassionati di jazz e fusion lo gradiranno parecchio. Si giunge cosi’ al pezzo conclusivo, nonche’ il migliore di tutto il cd. “The end of a love conflict” e’ un brano di quasi 7 minuti e mezzo che affascina e, a differenza del resto, non si fa utilizzare come sottofondo, ma catalizza su di se’ l’attenzione dell’ascoltatore. Un bellissimo suono di chitarra e tanti effetti elettronici dal sapore retro’ accompagnano la voce di Paul, che nel suo linguaggio fonetico produce suoni dal sapore agrodolce perfettamente integrati alla psichedelia di fondo del brano. Penso che qualsiasi fan di Paul Chain debba far suo questo cd solamente per la presenza di questo bellissimo pezzo!!!

Giunti a tal punto dovreste ormai aver capito se il disco fa per voi o no, ancora una volta comunque voglio sottolineare quanto detto all’inizio: questo split cd e’ interessante, ma e’ anche molto particolare, per cui, a meno che non siate dei fan di Paul Chain, magari dategli un’ascoltata prima di acquistarlo.
Una nota in chiusura: mi sembra giusto applaudire la Quasar Records e Paul Chain, che si sono mostrati disponibili ad aiutare una nuova band come i Johar. Questo e’ lo spirito giusto che ci dovrebbe essere nel nostro “mondo musicale”, e non rivalita’ come tanto spesso accade…

Sauro Bartolucci

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