Ragazzi che bordate le canzoni di quest’album! Cattivi anzi cattivissimi questi Paragon sconosciuti ai più, ma attivi già da metà anni ’90.
Il loro sound è esclusivamente aggressivo con riff incisivi e potenti. Per rendere l’idea direi un incrocio di Grave Digger, Iron Savior e qualche influenza dei Gamma Ray degli esordi. I Grave Diggger sono la loro influenza maggiore per quanto riguarda i riff, mentre gli Iron Savior sono presenti nel suono complessivo dell’album (infatti l’album è prodotto da Piet Silck degli Iron Savior). I Gamma Ray sono invece presenti in alcune linee melodiche e in alcuni passaggi ritmici.
Descrivere singolarmente le canzoni risulta veramente arduo dato che l’album si mantiene tutto sullo stesso livello. Alto livello.
Ma soprattutto tutto l’album è veloce, tirato, grintoso. Non è un album adatto a chi cerca il power odierno ma a chi cerca in un gruppo “power” solo e unicamente cattiveria e il suono teutonico originario. Ossia quello degli anni ’80 ma non quello degli Helloween!
Come ho già scritto il riferimento principale sono i Grave Digger ma meno oscuri, meno misteriosi. L’influenza degli Iron Savior, infatti, ne “ammorbidisce” il sound. Il batterista non suona a “elicottero”, la batteria è più naturale… più reale ecco, meno artificiosa.
Sinceramente le canzoni di maggior spicco sono Palace Of Sin e “Law Of The Blade” delle vere mazzate, “Allied Forces” che non stonerebbe affatto in un album degli Iron Savior, Empire’s Fall con un ritornello “eccezziuuunale veramente” da cantare a squarciagola.
Unico lentone “The Journey’s End” il cui ritornello mi ha fatto venire in mente i Blind Guardian. Vorrei segnalare l’ultima traccia scritta dai Saxon.
In definitiva amanti del “teutonic metal” fate vostro quest’album. Il consiglio vale però per tutti i seguaci del power, non si può continuare a lasciare questo gruppo nell’underground più totale. Per fortuna sono di supporto ai Gamma Ray nel loro tour. Potrete così ascoltare questa band che dal vivo deve dare il meglio di se data l’immediatezza delle canzoni. Canzoni appunto scritte per essere suonate dal vivo. Mi immagino già il pogo che questi cinque ragazzi creeranno. Uno dei migliori album power di quest’anno.

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