Dopo la parentesi con i 1349, Andrè Kvebek fonda i Pantheon I nel ’02 assieme ai compagni di merende Sagstad e Renton. Dopo alcune pubblicazioni autoprodotte arriva il contratto con l’ottima Candlelight e “The Wanderer And His Shadow” viene dato alle stampe.

L’album di debutto dei norvegesi è un concentrato di black metal piuttosto ordinario, in cui risiedono varie anime stilistiche (epica, sinfonica, melodica…) ed alcuni passaggi metrici davvero niente male. I brani sono tutti piuttosto vari se contestualizzati all’interno del lavoro, a volte caratterizzati da soluzioni melodiche (“Coming To An End”), a volte assolutamente tecniche (“My Curse”) e sporadicamente anche estreme (“Chaos Incarnate”). Il risultato, se il più delle volte raggiunge livelli decisamente accettabili, alla lunga non regge la tanto ardua prova del tempo, ridimensionando “The Wanderer And His Shadow” ad album comunque trascurabile. L’impegno dei nostri va in ogni modo premiato ed una sufficienza abbondante va assolutamente attribuita al loro primo album ufficiale in studio.

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