Il lavoro nuovo dei PoS… beh, prima ancora di iniziare la recensione ci tengo a far notare che questo per me e’ l’album dell’anno, un disco come non ne sentivo da un pezzo, per cui preparatevi ad una recensione assolutamente entusiastica!! Inoltre ho questo disco da piu’ di 5 mesi, percio’ le lodi non sono dovute ad eccessiva esaltazione iniziale, ma sono frutto di un ascolto maturo.
Non che io sia nuovo ai PoS, avevo ascoltato parecchio anche “The Perfect Element part I”, ma non ero stato colpito in profondita’ come da “Remedy Lane”.
RL e’ un disco eccezionale, vario, prog metal (ma senza annoiare), ricco di idee, e soprattutto e’ un disco sentito. Dentro ci si puo’ trovare di tutto, dagli stravaganti vocalizzi e cambi di tempo di “Fandango” alla strumentale di sapore medioevale “Dryad of the woods”, dalla emotivissima “Undertow” all’esotica “Chain Sling” (c’e’ persino dell’elettronica in “Remedy Lane”!!). Le melodie sono eccezionali, Gildenlow canta in maniera superba, le parti strumentali non sono una “masturbazione musicale”, ma sono finalizzate a rendere piu’ ricchi i brani. Tutte le composizioni sono di altissimo livello, a parte “This heart of mine (I pledge)” e “Second love”, che cmq non sono affatto pezzi malvagi. Inoltre anche la produzione e’ ottima e fa risaltare queste gemme ancora di piu’. In particolare il capitolo 2 e’ davvero una delle cose migliori sentite negli ultimi anni, una manciata di brani bellissimi tutti di seguito, impossibile non rimanere affascinati…
E poi la storia… RL e’ un concept basato su alcune esperienze di vita vissute da Daniel, si sente che tutto e’ nato dal vissuto, e forse proprio per questo RL e’ capace di toccare cosi’ in profondita’ l’ascoltatore… Il concept non e’ per nulla banale e per capirlo dovrete stare molto attenti al booklet (soprattutto visto che l’ordine dei brani non e’ sequenziale), ma non dico altro per non rovinare nulla, sappiate che anche i testi sono davvero belli…
Non riesco davvero a trovare difetti a questo lavoro, ho sentito molti fan del gruppo lamentarsi dicendo che questo disco non propone nulla di nuovo rispetto ai vecchi, che alla fine e’ solo una specie di riepilogo di quanto fatto finora… beh, io non sono d’accordo!! Nessuno degli album precedenti dei PoS mi ha preso cosi’ tanto (anche se cmq li apprezzo molto), e in particolare l’atmosfera dal sapore “antico” che permea RL non e’ mai stata presente in passato! Inoltre RL ha una rarissima dote: se dopo un po’ stanca basta che passi poco tempo e torna irrefrenabile la voglia di farlo tornare nel lettore cd.
Insomma, non posso far altro che consigliare a tutti questo lavoro (anche a quelli che, come me, non impazziscono per questo genere), dove la tecnica serve i sentimenti e non viceversa (come spesso accade in questo campo). Grandissimi PoS !

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