…e alla fine “Be” e’ uscito. Anticipato, atteso, amato (o criticato) da molti gia’ prima di averlo ancora ascoltato, come e’ realmente questo ultimo lavoro dei Pain Of Salvation? Secondo me e’ un buon cd, ma e’ anche troppo pretenzioso. “Be” e’ nato come spettacolo da mettere in scena (il che e’ anche stato fatto, e piu’ avanti nel tempo dovrebbe uscire un dvd) che poi e’ stato rimaneggiato per rendere piu’ chiaro il concept in “versione cd”. Peccato che incisa su disco una esperienza del genere perda, la mancanza della parte visuale non e’ infatti minimamente compensata dalle parti recitate, che anzi spesso annoiano e a volte sono proprio di basso livello (l’apice e’ raggiunto nel momento in cui Mr. Money tenta di farsi la tipa… sa veramente di falso). La partecipazione dell’orchestra poi, che piu’ di tutto il resto aveva creato curiosita’ e attesa, non e’ completamente riuscita, e sebbene ci siano dei momenti in cui risulta bene innestata sulla musica dei nostri diverse volte capita anche che lasci addosso una sensazione di “fuori posto”. E i brani, i brani come sono? Anche qua, dipende.
I Pain Of Salvation hanno spaziato tantissimo, si va da un pezzo riuscito come “Imago (Homine Partus)”, dal forte sapore folkeggiante che mi ricorda tanto Branduardi, ad un piacevole esperimento come “Nauticus (Drifting)”, che e’ una specie di gospel che starebbe benissimo in qualche film di Tarantino, passando per la lunga e noiosa “Dea Pecuniae” (cangiante composizione che viene dopo il pezzo recitato di cui si parlava prima e fa venire tanta voglia di saltarla) e una bella ballata pianistica (o qualcosa che le assomiglia) intitolata “Iter Impius (Obitus Diutinus)”, da brivido nei momenti in cui ci sono pianoforte e voce e un po’ meno riuscita quando viene fuori una vena un po’ piu’ prog (ma globalmente la traccia e’ molto apprezzabile).
Degne di nota sono anche “Martius/Nauticus II”, che riprende il tema di “Imago” e lo strumentale pianistico “Pluvius Aestivus (Homines Fabula Initium)”, se invece cercate qualcosa che richiami i Pain Of Salvation che gia’ conoscete potete rivolgervi a “Lilium Cruentus (Deus Nova)”, mentre se volete un pezzo piu’ duro “Diffidentia (Breaching The Core)” fa al vostro caso (tra l’altro qua l’orchestra fa un certo effetto). Insomma, come potete leggere c’e’ veramente un sacco di carne al fuoco, c’e’ pero’ anche una certa discontinuita’.
Potrei spendere inoltre qualche parola sul concept, ma non mi pare il caso. Come sempre nei dischi dei Pain Of Salvation i testi sono molto importanti, pero’ non ci sono ancora entrato abbastanza dentro per parlarne (ma posso dire che anche qua come per l’aspetto musicale di idee ce ne sono tante, e forse anche qua non sono ben amalgamente) e poi la band stessa dice che ognuno dovrebbe rifletterci di suo.

Insomma allora, questo “Be” alla fine come e’? L’ho detto all’inizio, un buon disco. Non e’ certamente il capolavoro dei Pain Of Salvation, non e’ un disco perfetto, ma e’ comunque un disco meritevole. Non e’ semplice, dovrete ascoltarlo diverse volte prima di assimilarlo (e anche cosi’ qualche cosa vi fara’ storcere un po’ il naso), tuttavia un voto alto “Be” se lo merita tutto. 8, e sia (anche se forse con l’uscita del dvd, che probabilmente sanera’ alcuni dei punti deboli di cui si e’ parlato, questo cd potrebbe diventare evitabile).

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