Non ho mai compreso a fondo il motivo per cui questo album non sia mai stato riconosciuto come una delle migliori uscite di Ozzy nel periodo post-rhoads. E’ forse vero che è un album che spesso scade nel pop ma, a mio avviso, contiene ottimi brani dove spicca soprattutto un grandissimo Jake E. Lee, in seguito axeman nei Badlands ed alla seconda prova con Osbourne.
Se andiamo a vedere gli innumerevoli best of del madman, le tracklist ignorano alcune di queste splendide composizioni, per poi riprendere alcuni brani del precedente e, a mio avviso, mediocre “Bark At The Moon”. Sin dalla prima “The Ultimate Sin” (anche se sul retro copertina le canzoni appaiono in ordine diverso), alla trascinante “Secret Loser”, dall’epica “Killer Of Giants” alla piu’ famosa “Shot in The Dark”, forse l’unico hit ripreso in futuro dal madman, si possono ascoltare grandissimi riff di chitarra, ottimi arrangiamenti e soprattutto dei bellissimi ritornelli (a parte “Thank God For The Bomb”) che rendono piacevolissimo l’ascolto dell’intero album. Il buon lavoro del pirotecnico Lee si mette in gran luce grazie a pezzi come “Never”, heavy metal classico di buona fattura, sorretto anche da un potente Castillo o nella già citata “Secret Loser”, dove esegue ottimi assoli in cui sfoggia tutta la sua maestria.
Come al solito Ozzy deve affrontare gli attacchi dei suoi ex compagni di gruppo, e dopo le liti per i primi due album, ecco che si riaffaccia una nuova causa per i diritti di “Shot In The Dark”, da parte del co-autore, il bassista Phil Soussan. Ma queste sono situazioni che scadono nel puro music-business, vista la macchina da soldi che è diventato in questi ultimi anni il madman.

A parte queste cose extra-musicali, “The Ultimate Sin” rappresenta benissimo l’Ozzy Osbourne antecedente l’era Zakk Wylde, e se non l’avete mai ascoltato cercate di provvedere e non ve ne pentirete.

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