Se non è il disco hardcore dell’anno poco ci manca. Bisogna solo togliersi il cappello quando si ha a che fare con band di questo tipo, in giro da anni ma che si muovono sempre e solo nell’underground, profeti di un’attitudine e di una musica che più di ogni altra cosa rappresentano un vero e proprio stile di vita. Ed è grazie a gruppi di questo tipo che si può appurare come l’underground nel nostro paese sia sempre vivo e vegeto.
Gli Oltrezona vengono dal Veneto, più precisamente dalla provincia di Venezia, si muovono nel sottosuolo musicale da parecchi anni ormai, il loro nome ha cominciato a uscire dall’anonimato grazie alla punta di diamante di una carriera sempre all’insegna dell’integrità artistica e dell’onestà, ovvero la presenza al Gods Of Metal del 2008 in veste di Opening Act. E il responso è stato molto positivo, visti gli elogi ricevuti su gran parte di riviste e siti specializzati. Questo nuovo album, “Matalo, Matalo!” viene dopo quello che in assoluto è stato il capolavoro della band, ovvero “Strange Union”, una vera e propria dichiarazione di intenti. Ascoltando in anteprima un paio di tracce del nuovo full-length sulla loro pagina Myspace, devo ammettere che non mi sembravano all’altezza del vecchio materiale, specialmente per quanto riguardava esecuzione e produzione. Il bello però arriva quando si viene smentiti, ecco che quindi, all’ascolto in cuffia dell’intero prodotto, quello che poteva sembrare un difetto finisce per non esserlo più, o addirittura trasformarsi in un pregio. Il fatto che la produzione sia così scarna e grezza, unito alla semplicità di esecuzione e alla minore “pulizia” rispetto all’immediato passato, fa capire ancora una volta l’importanza per gli Oltrezona di essere il più underground possibile, senza ricercatezze o frivolezze del caso che finirebbero per snaturare un’indole da “piedi per terra” da sempre sbandierata dai cinque veneziani.
La prima cosa che colpisce di “Matalo Matalo!” è sicuramente la cover, davvero bizzarra e divertente, con la fotografia di un mastino colto in una buffa smorfia, con uno stuzzicadente fra le grinfie. Per quanto riguarda la musica, sono due le peculiarità dell’opera. Intanto i testi, o meglio, il cantato, con un Sabe in forma smagliante che alterna brani in italiano, inglese e spagnolo che creano un mix vincente, particolarissimo ed innovativo. Fa piacere soprattutto il ritorno allo spagnolo che aveva reso grande uno dei brani più vecchi del combo, ovvero l’immortale “Ola Cico!”.
Poi è d’obbligo citare un sostanziale indurimento della proposta, con l’inserimento di numerose partiture più metal oriented che rendono il lavoro ancora più micidiale.
Quello che però ha fatto guadagnare ai nostri più di ogni altra cosa, è stato l’inserimento alla batteria di Alessio, una vera e propria macchina da combattimento, sebbene il fisico minuto lascerebbe pensare il contrario. Mai scelta poteva essere più azzeccata, davvero, chapeau. Impossibile anche non citare il superbo lavoro delle due asce, Sparta e Goro, quasi si percepisce
come siano quasi in simbiosi fra di loro, e la prova di Lord al basso, degno accompagnamento ritmico che assieme alla batteria ottiene risultati altissimi.
Una divertentissima intro costituita da una canzoncina in spagnolo cantata da alcuni bambini ci conduce al primo vero brano, ovvero la title-track, che assale immediatamente le orecchie dell’ascoltatore con un incedere letale e con un’ossatura che non poteva non contenere anche i tipici stop’n’go che dal vivo fanno sfaceli. Sono presenti alcuni brani inediti, mai proposti nemmeno dal vivo, come “Para Todos Mi Anos”, ma anche songs già conosciute dai fans che i cinque ragazzi avevano già fatto assaggiare sulle assi del palco, su tutte la stupenda “Straight To Hell” e la devastante “Revolution”. Non si può tra l’altro non citare la vera e propria scheggia impazzita di tutto il cd, ovvero “Contro Lo Stato”, velocissima e cattivissima, merito anche di un testo tanto semplice quanto azzeccato, che si scaglia contro il sistema politico statale italiano letteralmente senza guardare in faccia a nessuno. Della serie, breve, concisa, ma efficace!
Altro non voglio aggiungere, sarebbe superfluo, visto che l’unica cosa che bisogna fare di fronte a band di questo tipo è dar loro tutto il proprio supporto soprattutto dal vivo, dov’è risaputo, l’hardcore dà tutto il meglio di sè. Quindi, oltre a fare vostro questo album, vi consiglio caldamente di approfittare se dovessero passare dalle vostre parti, e andare a far loro una visitina, la forza d’urto vi colpirà in pieno, ve lo assicuro.
Bravi, speriamo continuino sempre così e soprattutto che possano finalmente godere di una maggiore esposizione che meritano al cento per cento.

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