Is Kartos I Karta è il nuovo, dirompente album che proviene dall’est, la Lituania per la precisione. E infatti siamo sempre in madria Ledo Takas, la piccola etichetta che vuol far conoscere la particolarissima scena musicale delle steppe dove nasce la Bora. Gli Obtest sono portabandiera di una musica epica, che coniuga con potenza la velocità del black metal con il vigore del viking nordico. La loro carta vincente risiede nella capacità di arrivare direttamente all’ascoltatore con strutture molto semplici e cariche di pathos. La titletrack o l’ottima Pergale sono esempi lampanti di questa abilità del gruppo di sintetizzare in poche note una gamma di emozioni molto estese, che rendono i brani inebrianti e tuttaltro che ingenui, pur nella loro chiarezza compositiva.
Tipico dei gruppi lituani l’attenzione che si trova anche in questa tappa per le proprie origini, unita ad un sentimento sincretista di attaccamento alla natura e al destino, che nella musica si riflette con pezzi dal sapore antico.
Rispetto ad altri gruppi dello stesso ambito qua non si hanno incursioni di strumenti tradizionali che rallentano le marce, tutto è affidato a pochi elementi, quelli classici che con pochi riff, puliti e agguerriti, danno mordente a tutti i brani, senza mai perdersi in cali di tono. Is Kartos I Karta è un album compatto, gustoso per gli amanti del pagan metal dalle venature heavy-metal, alla Skyforger, ma molto più semplice e diretto. Il cantato è lasciato in lingua madre, scelta che si dimostra più o meno efficace alla seduzione di questi brani, visto la durezza di alcune parole, talvolta troppo rigide anche per una musica epica.

In totale questo terzo album dei lituani sembra segnare il raggiungimento della loro maturità, arrivando esattamente alla meta prefissata: una musica genuina, istintiva e per questo in grado di far presa sull’animo di chi l’avvicini.. proprio come un antico canto di guerra, violento, terrificante e potente.

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