Parafrasando il titolo di una mostra ora in corso a Torino, per gli Obscurum Malum si potrebbe parlare di “esercizi di musica crudele”. Nato come solo project, dalla mente di Marco Mainiero, questo gruppo è riuscito a dispiegare in un gorgo oscuro e vorticoso di note, una poesia inquieta e terribilmente malata. Nonostante la registrazione di tutto il lavoro non permetta di cogliere il percorso esatto di tutta questa musica, l’effetto generale che ne emerge è di una serie di confessioni intime, legate a stati turbati, emozioni nebulose e sofferte. Ascoltando questo demo è chiaro che il black metal qua è vissuto come qualcosa di molto personale, nato da sensazioni oscure, profonde ed intricate, di quelle sensazioni e pensieri di confine, mai nitidi. La scena rappresentata in questo primo dramma di Mainiero vive infatti nelle tenebre più cupe e angosciose, in un risultato mai chiaro, sempre sporco, confuso ed inquietante, dove l’unico elemento che risalta nell’amalgama indistinto di suoni criptici pare essere la voce, un lamento spettrale che cerca di dare un senso, anche se delirante e nichilista, a tutto questo parto della mente. In tutta la recitazione di questi quattro atti ambientati in atmosfere claustrofobiche e oppiacee, l’unico attore che talvolta rischia di far scadere tutto il risultato è il lavoro ritmico, davvero superficiale e trascurato rispetto al resto, che, personalmente, sembra non riuscire a seguire i battiti convulsi e improvvisi di una musica che in totale riesce ad essere molto medianica e ipnotica, seppur nella sua scabrosità e difficoltà di penetrazione. In altre tappe invece, come in “Ghianara”, pezzo che si nutre della follia e trance della voce del suo creatore, il risultato potrebbe essere accattivante e curioso, se la canzone nella sua linea così tribale e sciamanica, non fosse interrotta bruscamente alla fine. Crypta Vox è un esperimento difficile, che può esser letto solo con empatia, perché la “logica” sembra esser stata bandita da questo lavoro, alimentato continuamente da visioni e ricordi dell’artista che l’ha concepito. Per questo motivo il voto è stato abolito, perché per un progetto così intimo è troppo arduo esprimere giudizi. Una cosa però può essere decretata con certezza: questa è musica crudele, che potrebbe rivelarsi un affilato pugnale contro le menti più solide e sicure, tanto è fuori da ogni canone e intrisa nella tenebra.

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