Per chi scrive, ‘Cosmogenesis’ è il disco estremo dell’anno, almeno fino a prova contraria. In attesa dei big del settore (Necrophagist, Morbid Angel, Spawn Of Possession), gli Obscura rilasciano un platter di death progressive ultra tecnico e dai risvolti metrici complessi, in cui però non mancano influenze classiche e un certo flavour melodico. La compagine tedesca, che è al secondo disco in studio, ha già tutte le carte in regola per dettare legge all’interno del movimento estremo mondiale. Parola al leader Steffen Kummerer…

“Insieme, (gli Obscura) creano la loro visione del futuro del metal estremo. Una simbiosi di death, thrash e black metal fusa con elementi tecnici e progressivi, nonché composizione della domanda.” Raramente le bio promozionali sono così realistiche…
Grazie davvero, credo che questi punti riflettano molto bene le nostre influenze.

‘Cosmogenesis’ è un capolavoro di technical/progressive death metal. Qual’è l’eredità che raccoglie da un disco come il debut ‘Retribution’?
Abbiamo registrato ‘Retribution’ nel 2004 all’età di 16/18 anni. Lo considero un primo passo importante, verso la giusta direzione. Non tutto è perfetto, ma rispecchia esattamente quello che potevamo creare a quell’epoca. L’unica cosa che vorrei cambiare è la resa sonora della batteria, ma sfortunatamente tutti i file audio sono stati cancellati dall’ingegnere del suono che si era occupato della registrazione.

Hannes Grossmann (ex-NECROPHAGIST), Jeroen Paul Thesseling (ex-PESTILENCE), Christian Muenzner (ex-NECROPHAGIST). Praticamente, siete una all star band nel campo del metal estremo…
Hhm, considero i loro nomi importanti per i fan più irriducibili, le vere star del metal estremo dovrebbero essere Trey Azagthoth (Morbid Angel), Mikael Akerfeldt (Opeth), Kerry King (Slayer) e Thomas Lang per quanto riguarda la batteria. Onestamente, non mi aspetto che le persone si avvicinino agli Obscura in base ai nomi della line-up. Spero che, una volta ascoltato e apprezzato l’album, lo comprino.

Molti vi associano ai Necrophagist. Cosa vi aspettate dal loro nuovo, attesissimo, lavoro?
Onestamente, non lo so. Mi piacciono entrambi i lavori che hanno fatto ma non conosco personalmente i membri della band, quindi non so esattamente cosa aspettarmi. Sono musicisti pieni di talento, quindi non sarà un album mediocre. Tra le due band, comunque, c’è una grossa differenza per quello che mi riguarda, basta ascoltare i lavori di entrambi per capire che siamo due band differenti.

Alcuni brevi passaggi musicali (e vocali) mi ricordano i Cynic. Specialmente per quello che riguarda il lavoro di Jeroen Thesseling e l’uso di alcuni effetti vocali…
I Cynic sono una delle compagini più originali mai esistite e hanno un sacco di influenza sul panorama. Hanno scritto delle canzoni fantastiche, che si possono ascoltare senza essere distratti dalla complessità di fondo del loro stile. D’altra parte, se uno volesse coverizzare i Cynic dovrebbe sapere perfettamente cosa fare e dove mettere le mani sul proprio strumento!

In breve tempo, si sono create molte aspettative attorno al vostro progetto. Immagino già la risposta, visto che ho avuto la fortuna di ascoltare il CD, ma… vi siete sentiti sotto pressione durante la scrittura di ‘Cosmogenesis’?
No, assolutamente. Abbiamo composto tutte le canzoni prima di presentare il lavoro a varie etichette e prima che la line-up si stabilizzasse. Perfino il processo di registrazione è avvenuto prima che firmassimo per Relapse Records, come vedi non c’è stata alcuna pressione. Non abbiamo aspettative particolari, così abbiamo composto le canzoni che ritenevamo giuste per noi.

Nel disco compaiono alcuni guest come Ron Jarzombek (Watchtower, Spastic Ink) e Tymon Kruidenier (Cynic, Exivious). Per quali ragioni proprio loro?
Tymon ci ha contattato dopo aver ascoltato un promo di tre pezzi che un nostro amico aveva regalato a Paul Masvidal (cantante/chitarrista dei Cynic, nda). Ha contribuito con un fantastico solo fusion su ‘Choir Of Spirits’, donando all’intera composizione un colore diverso. Di Jeroen è stata l’idea di contattare Jarzombek per un solo sulla title track, poiché avevamo molte idee in testa per quel pezzo ma nessuna ci soddisfava totalmente. Ron suona come se Brian May si dedicasse al death metal, impressionante.

Che cosa si prova a spingere sempre oltre i limiti del metal estremo?
Noi scriviamo solamente musica che ci piace, e per quanto mi riguarda abbiamo un sacco di influenze classiche nel nostro stile. Con l’uscita di ‘Altars Of Madness’ (capolavoro dei Morbid Angel, nda) molte persone pensarono che dischi più pesanti di quello non potessero essere concepiti. Più che a oltrepassare i limiti, però, penso sia più opportuno parlare di avvicinamento a essi.

Notizie sul vostro tour americano con Cannibal Corpse, The Faceless e Neuraxis?
Bhè, ovviamente siamo molto eccitati all’idea di suonare con queste band. Hannes ha già diviso il palco con loro nel 2005 e nel 2006, così incontrerà nuovamente dei vecchi amici. Grazie mille per l’intervista, ci vediamo in tour. Steffen Kummerer & Obscura

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