Nati nel 1996, i Nox Perpetua registrano il loro primo demo nel 1997, “Jouney through the dark side of life” (Gothic Metal per quanto ho potuto leggere nella loro biografia). Cominceranno presto a discostarsi dalla proposta musicale degli esordi con il loro secondo demo “Obcure Visions” (1998) in cui la presenza death-prog è sempre più imponente per poi arricchire ulteriormente il loro sound dopo l’abbandono da parte di Raoul dovuto a divergenze d’opinione. Nonostante ciò continueranno la composizione per la stesura del nuovo album, “The Eternal Existential Triad”, rilasciato nel 2001. Difficile giudicare appieno un demo del genere, dato che la proposta del duo pugliese è qualcosa di altamente complesso, qualcosa che al primo ascolto lascia spiazzati, qualcosa che non andrà mai pienamente capita se non dopo svariati ascolti. Innanzitutto il concept che da vita alle cinque lunghe canzoni (durata media 10 minuti ciascuna) si basa sulla sacra triade esistenziale di Schopenhauer, ovvero dolore-gioia-noia, e devo dire che i testi sono davvero belli, vere e proprie poesie. Musicalmente parlando ci troviamo di fronte a qualcosa di altamente tecnico e di altamente ispirato, è come avere una jam session fra Dream Theater, Opeth e Malmsteen, il tutto condito da atmosfere gotiche, da continui e sapienti cambi di tempo, da ottimi guitas-solos e dal grande basso di Giovanni che non risulta mai essere in secondo piano, clarinetto, tastiere, cori… è quasi assurdo pensare che due soli musicisti abbian potuto creare tutto ciò! Il cantato è un growling cattivissimo che, nonostante ciò, riesce ad inserirsi alla perfezione con le parecchie parti melodiche delle canzoni e, purtroppo, il drumming proviene da una drum machine (dico purtroppo non perché sia programmata male, ma perché con un batterista vero sarebbe stato molto meglio secondo me). Dimenticavo la front cover, un disegno molto bello di Louis Royo, e nel booklet sono presenti tutti i testi in inglese con relativa traduzione in italiano (tranne che per la tracklist). Cos’altro dirvi, ogni singola canzone è un piccolo capolavoro che ad ogni ascolto lascia emergere qualche particolare che andrà ad arricchire di volta in volta il disco in questione. Certamente non parliamo di un gruppo alla portata di tutti ma di un gruppo adatto a chi apprezza la musica imprevedibile e colta. Insomma non posso fare altro che consigliarvi l’ascolto di questo gioiello e augurare buona fortuna ai Nox Perpetua anche se non credo ne abbiano bisogno.

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