Tornano i bardi ucraini, tornano i Nokturnal Mortum e lo fanno con un album davvero mistico. Weltanschauung è un lavoro che sa unire alla perfezione parti ambient, inserti folk e il black metal scandinavo degli Enslaved di Frost. Già nella carriera passata i Nokturnal Mortum erano diventati un simbolo per un certo tipo di black metal più sensibile ai suoni tradizionali e folkloristici che si potevano ritrovare a tale livello solo in un altro gruppo, i lettoni Skyforger. Con questo lavoro i Nokturnal Mortum ci hanno confermato nuovamente quanto la loro melodia sia diventata raffinata, sofista, attenta a ogni minimo dettaglio. Dalla produzione, precisa ma nello stesso tempo calda e avvolgente, alla composizione, sempre varia ed epica, in grado di non annoiare mai, alternando sapientemente soluzioni più rabbiose e standard con vere e proprie novelle di altri tempi.. ed è qui che nasce la magia di queste sinfonie: un flauto antico e birichino racconta storie passate di migrazioni, delle genti dell’est; uno strumento dal suono zanzaroso e frusciante parla delle battaglie e delle passioni vissute da queste civiltà; violini pazzi danzano insieme a tamburi per trasmettere la follia, l’eccitazione, la testardaggine di culture fortemente radicate alla loro terra, a una tradizione antica e a una religione pagana ancora incisiva.
I Nokturnal Mortum hanno plasmato note cariche di sentimenti, che hanno l’inevitabile inconveniente di penetrare nell’animo e riscaldarlo a tal punto da non poterne più fare a meno. Sinfonie ancestrali, dimenticate, apparentemente ingenue e primitive, in realtà pregne di ricordi primordiali.
Un mondo lontano da qualsiasi sviluppo industriale, un mondo questo tipicamente orientale, il mondo delle steppe dell’est, a cui a tratti si frappone il vento del nord con il suo vigore e la sua tempra, attraverso l’inserimento di arie più rabbiose in melodie evocative.

Un lavoro che sa affascinare, stregare, rapire da quanto è anomalo in un mondo ormai animato dai manichini industriali. Un lavoro davvero prezioso e lirico, un album che sa riassumere pienamente il significato della parola “folklore”.
Un must per chi è alla ricerca di melodie di antichi popoli perché qua siamo davanti a delle vere poesie pagane. Un’ulteriore conferma per questo gruppo.

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