Una delle migliori band che il panorama metal italiano ha offerto nella sua storia risponde ai microfoni di heavy-metal.it circa l’ultimo ‘As God Kills’ e molto altro. A voi l’attitudine, la concretezza e l’esperienza dei Node attraverso le parole di Gary.

Ciao! Complimenti per “As God Kills” e bentornati su Heavy-Metal.it!
Grazie a voi Per il supporto e la disponibilita’ che ci avete sempre dimostrato, siamo felicissimi di essere ancora qui con voi.

Come prosegue la promozione di “As God Kills”?
Beh direi molto bene, l’album è presente in tutti i magazines e webzines specializzati in tutto il mondo ,e nella maggor parte di esse come top album. Per cui non possiamo che essere più che soddisfatti!

Domanda obbligata e dalla quale sarete tartassati. Avete lasciato la sempre più crescete Scarlet per una Massacre che, in ambito estremo ultimamente, ha convinto pochissimo. Come mai il cambio di label? Come giudichi l’operato dell’etichetta?
Certamente, il disco era programmato per marzo 2006 sotto Scarlet. Loro però, per loro problemi, non ci avrebbero messo a disposizione il budget necessario per registrare in Svezia dato che le priorita’ dell’etichetta in quel momento erano altre. Noi volevamo un prodotto di qualita’ e per niente al mondo avremmo voluto tirare fuori un prodotto scialbo con 4 soldi, per cui abbiamo chiesto di registrare l’album a nostre spese e di buttare l’occhio in giro, sono stati gentilissimi e ci hanno accordato questa cosa nonostante il contratto imponesse un altro album. Tra tutte le proposte arrivate quella di Massacre è stata la più allettante ed abbiamo accettato. Non finiremo mai di ringraziare Scarlet per tutto il lavoro fatto fino ad oggi! Per noi la Scarlet è la migliore sul nostro territorio. Sul presente della Massacre posso dire che tutto va visto in relazione a chi sei e dove vuoi andare. Per i Node, la Massacre è una buona chance per una maggiore visibilità in Germania e in Italia rimane distribuita Audioglobe. Sappiamo che la promozione che fa Scarlet in Italia è superiore al 1000 per 1000, ma la nostra scelta è stata presa con ampio respiro, con la prospettiva di crescere laddove siamo poco o niente. Insomma, è giunto il momento di buttare fuori il naso dal nostro Paese. Partire con un’etichetta tedesca non ci sembrava una cattiva idea. Per ora stanno lavorando molto bene e stanno soddisfacendo ogni nostra minima richiesta con la massima precisione e puntualità (qualità non sempre facili da riscontrare dalle nostre parti).

“Come dio uccide” per i Node? Che responsabilità ha un dio in un proiettile che parte da un arma come quella in copertina?
Beh, Dio è la scusa che gli uomini tirano fuori per uccidere , la responsabilita’ non è tanto di Dio che serve a parargli il culo quanto degli uomini che lo fanno. “As God Kills” parla proprio di questi tempi dove Dio bistrattato e dimenticato viene tirato fuori al momento giusto per giustificare misfatti e nefandezze senza pari.

Non vorrei sbagliarmi, ma nell’intro al primo brano mi è sembrato di scorgere la tragica sequenza finale di “Full Metal Jacket”. Come mai una scelta del genere? Quanto il cinema è importante per i membri dei Node e quanto può influire a livello ispirativo?
Sì, la sequenza è quella precedente al suicidio di Pyle(o Palla di Lardo). A noi tutti piace il cinema ma la scelta dell’intro di “Shotgun Blast Propaganda” è stata dettata proprio dal fatto di avere visto Full Metal Jacket circa venti o trenta volte durante le recording sessions dato che era uno dei pochi DVD che ci eravamo portati dietro. E il significato calzava a pennello con quello che volevamo trasmettere nel testo. La stessa cosa è successa per “Redrum” ed “Hellywood”.

E’ chiarissima, all’interno del disco, una volontà di sterzare verso sonorità più thrashy e sciogliere il sound, rendendolo più d’impatto. Confermi la mia impressione? Se sì, pura vena ispirativa, influenze particolari o volontà di cercare “quel” sound?
Sì hai ragione, ti dirò nel momento della composizione avevamo l’attitudine verso tutti quei riffs, è stata vera e propria ispirazione, all’inizio volevamo affrontare un discorso molto piu’ inerente al nostro stile ma ci gasava di piu’ rendere le tracks in quella maniera,anche perchè ci caricavano a mille ogni volta che le suonavamo, ed e’ ancora così. Solo che ora ci caricano a tremila abbiamo voluto rendere tutto piu’ ignorante mantenendo comunque il nostro trademark….e si sente.

Il nuovo modus operandi imprime una semplicità ed una capacità d’impatto sull’immediato maggiore rispetto al passato. Quanto ha contribuito in queste eventuale scelta l’aspetto della resa e tenuta live dei brani?
Beh sicuramente adesso sul palco quando si tratta di sbattersi e spaccare, tutto e’ molto piu’ trascinante. Con pezzi vecchi come “Das Kapital” o “Jerry Mander” lo sara’ ancora di piu’ con la sberla nei coglioni delle nuove tracks suonate insieme nella scaletta. Per noi il live e’ fondamentale a differenza della crescente moda che impone bands che non vogliono uscire dallo studio e ribaltare tutto quello che gli si pone davanti face to face. Abbiamo anche voluto rendere giustizia alla nostra sete di violenza ed aggressivita’ nel fronte live.

L’attività live per voi è una costante. Avete deciso di promuovere un tour vero e proprio di supporto al nuovo disco?
Certamente! Alcune date sono gia’ confermate. Andate su www.node.it oppure su www.myspace.com/nodeband a vedere, inoltre la prima conferma del buon lavoro svolto in questi anni è stato proprio lo showcase di sabato 27 maggio qui a Milano. Portare qualche centinaio di persone in un locale al chiuso, al 27 di maggio, per vedere un concerto dei Node non era un’impresa facile. L’affluenza è stata al di sopra di ogni più rosea aspettativa. La risposta è stata esaltante. I pezzi funzionano alla grande!! Abbiamo deciso di fare molte date considerando anche la possibilità di suonare in club molto piccoli. Se nei locali delle grandi città il metallaro pigro di provincia non viene, andremo noi nei piccoli locali di provincia a stanarlo!! Quindi, tante date, un po’ ovunque. Stiamo lavorando anche per fare qualcosa di buono all’estero.

Nonostante la semplicità di cui sopra, ho trovato le parti vocali varie e molto più curate che in passato. Ritornelli, espressività e capacità interpretative che riescono a donare un tocco di modernità non compromettente ai brani. Concordi? Come mai questa “virata”?
Beh le parti pulite ci sono sempre state in passato e le ho sempre curate io. Probabilmente stavolta ho imparato anche a cantare (ride ndk725).

Dopo anni di cambi di avvicendamenti e disavventure la vostra line-up, con l’ingresso di Marco, ha trovato stabilità. Che rapporto c’è tra questi Node fuori dal palco?
Una grande amicizia ed una stima reciproca, parte scleri che ogni tanto arrivano; ma e’ normale in una famiglia. La cosa che non e’ normale sono io che faccio il fratello maggiore di tutti senza avere il minimo senso della serieta’ e della responsabilita’ (ride ndk725).

Dopo anni di carriera in ambiti musicali estremi, cos’è per voi l’estremo? Assume accezione e significato anche fuori da un palco o da uno studio?
Non mi piace etichettare la musica. Crea un sottoinsieme che non favorisce la creativita’ e l’apertura mentale nei confronti della stessa. Per me non esiste nè estremo nè commerciale (finalmente uno che lo spiega ndk725) esiste solo quello che ascolto dagli altri, che suono e che mi piace, punto.

L’underground estremo italiano s’infittisce e cresce sia qualitativamente che quantitativamente, giungendo ad apici vertiginosi con band giovani come Infernal Poetry o Dark Lunacy. In che stato di salute vedi il sottobosco italico? Qualche nome poco in luce da segnalare o promuovere?
Il sottobosco italico non esiste. Esiste una vera e propria nazione che spacca il culo! Il problema non e’ la visibilita’ delle bands; è l’italiano ascoltatore di metal medio che non vuole accostarsi alle bands di casa sua….e diciamolo cazzo! I gruppi Italiani rompono il culo a tutti; solo noi giriamo la faccia alle bands quando spaccano. Guardate il nostro blog su internet ventiquattromila visite da tutto il mondo in sette mesi ed una valanga di gente che vorrebbe venire a vedere le nostre bands, noi compresi. Oppure quello di Outcry ed Embyro, tra diecimila, cinquemila visite e via dicendo. Solo qui siamo sempre polemici verso i gruppi di casa nostra e non vogliamo creare spazi per farli vedere. E una dimostrazione di tutto questo l’hai scritta nei gruppi appena citati da te. Vere e proprie bands della madonna! Sopratutto i Dark Lunacy; ho comprato The Diarist da tre settimane e non riesco ancora a toglierlo dallo stereo. Un capolavoro!

Siamo in periodo di festival estivi; ne seguirete e consigliate qualcuno in particolare?
Sono stato all’Heineken sabato scorso ed e’ stato fantastico! Beh, consiglierei di andare a vederne uno con i Node se ci suonassimo almeno in uno (ride ndk725).

Siamo alla fine, sperando che l’intervista sia stata di tuo gradimento, come consuetudine ti lascio lo spazio per concludere come preferisci e salutare i vostri fans.
Vi aspettiamo numerosi on stage! Grazie per l’attenzione che presti verso di noi ogni volta! Stay evil! Node 666% pure Italian motherfuckers!

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