Un proiettile esploso dalla canna di un fucile. Artwork essenziale, forse stereotipato ma che si pone come ottimo emblema dei contenuti, sia tematici che musicali, di ‘As God Kills’.

I deathsters meneghini, infatti, ritornati a due anni di distanza dall’apprezzabile ‘Das Kapital’, decidono di riaprire le danze proprio partendo da un colpo, un famosissimo colpo. L’audio della forte, tragica e celeberrima sequenza finale di ‘Full Metal Jacket’ si consuma riproposta nei pochi secondi introduttivi alla fine dei quali l’arma di Palla di Lardo (protagonista della pellicola) avvia la corsa della cartuccia più attesa, quella sonora.

Il riff di “Shotgun Blast Propaganda” esordisce con un bagaglio di sonorità e sensazioni “nuove” per i Node ed inaspettate per l’ascoltatore, potenzialmente spiazzabile dal sound delle dieci composizioni del disco. Senza rivoluzionare il proprio songwriting, nè abbandonare uno stile costruito con anni di esperienza, la band milanese riesce a farsi artefice di un’evoluzione che rimane tanto tangibile quanto piacevole. La “devozione” allo swedish dell’episodio passato viene assorbita da un approccio che, strizzando l’occhio alla tradizione thrash, si ripropone più semplice, diretto e d’impatto. Le ritmiche e i riffi si sbrogliano, dunque, divenendo molto meno intricati e più immediati sull’ascoltatore grazie anche all’ausilio di una produzione superlativa. Il produttore Pelle Saether, grazie alle qualità che da sempre lo contraddistinguono, riesce a fungere da quinto membro dei Node, dando il suo tocco al disco e conferendogli un sapore nuovo, moderno, all’avanguardia. Ogni brano cattura ed arriva a destinazione con il suo incedere attuale e sempre pieno a livello acustico. Un’attenzione dei particolari a dir poco minuziosa ed una cura delle linee vocali nuova in casa Node vanno ad impreziosire un lavoro già più che godibile. La voce di Daniele Botti sta al gioco musicale intrapreso dagli strumenti e, senza nè remore nè abbandonare un trademark consolidato, si ristruttura lanciandosi con successo in acidi ritornelli puliti ed adattandosi all’estrazione thrashy dei brani. Pezzi maturi, completi e marziali che restituiscono una band piena di salute e capace di vera evoluzione: mai scontata, mai scontrosa verso il passato e mai compromettente.

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